La nuova Audi A8

Nuova Audi A8. L’ammiraglia di Ingolstadt dotata di intelligenza artificiale

di Cesare Cappa
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BARCELLONA - Passo importante per la futura guida autonoma è l’intelligenza artificiale. Materia che spesso viene accostata alla fantascienza più che alla realtà. Materia invece che in questi anni ha subito un picco evolutivo importante. Una branca dell’informatica che, per dirla in parole povere, si trova a progettare hardware e software in grado di affrontare un “ragionamento” seguendo le dinamiche tipiche del cervello umano. Più facile a dirsi che a farsi. Ovvio.
 

Si tratta però di un aspetto fondamentale di quella serie di dispositivi che sono e saranno montati su vetture equipaggiate con sistemi di ausilio alla guida, che un giorno dovrebbero sconfinare nella guida autonoma vera e propria. Un primo rilevante assaggio di intelligenza artificiale a supporto del (quasi) autonomous driving, ce lo offre la nuova Audi A8, l’ammiraglia di Ingolstadt. Tanto per essere in tema, tutta la serie di apparati a corredo della vettura in materia di guida assistita, stanno sotto il cappello AI (in italiano intelligenza artificiale). L’AI di Audi A8 è presieduto da un’unica centralina, il cui nome è zFAS. Ha le dimensioni di un tablet, ed integra chip ad elevate prestazioni - il Tegra K1 di NVIDIA, l’Aurix di Infineon e il Cyclon V di Altera – cui si aggiunge il processore EyeQ3 di Mobileye, leader mondiale negli algoritmi di elaborazione delle immagini nel settore automobilistico. Alla base dell’intelligenza artificiale, a prescindere che si tratti di auto o meno, sono matematica e statistica. I “mezzi” necessari per realizzare tutta quella serie di algoritmi che consento, in questo caso alla A8, di saper ragionare. Siamo ancora all’inizio, ma l’evoluzione è alle porte.
 

 

Il modus operandi di questi “mezzi” si palesa secondo il Machine Learning e Deep Learning. Il termine apprendimento li distingue entrambi. Sia che si tratti di apprendimento della machina oppure di apprendimento profondo. Di fatto l’operazione fisica che viene realizzata è quella di riprodurre le rete neurali del cervello all’interno di un computer. Così l’auto sa riconoscere, l’auto sa decidere, l’auto sa agire. Questo tipo di processo consente alla vettura di progredire di volta in volta il proprio apprendimento, in base alla propria esperienza, aumentando così il potenziale autonomo del mezzo.

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Lunedì 17 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 19-07-2017 01:00 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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