Le Mans, l'Audi R18
è la signora della
24 Ore: Toyota e Porsche si arrendono

Le Mans, l'Audi R18 è la signora della
24 Ore: Toyota e Porsche si arrendono

di Giorgio Ursicino
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LE MANS - Germania batte Giappone 2 a 1. Almeno a Le Mans. L’Audi scrive un’altra pagina di storia della corsa di auto più famosa del mondo e piazza una favolosa doppietta con le sue R18 e-tron quattro. Per i tedeschi e il Volkswagen Group il trionfo poteva essere ancora più totale poiché, a poche ore dal termine, c’era addirittura una Porsche in testa davanti ad i due bolidi di Ingolstadt che avevano accusato consistenti problemi ed erano stati costretti entrambi a lunghe soste ai box.


Nel finale la R18 numero 2, quella di Fassler-Lotterer-Treluyer che poi ha vinto, aveva ripreso il comando con un forcing impressionante, ma la 919 Hybrid della casa di Stoccarda guidata da Bernhard-Hartley-Webber era saldamente al secondo posto, davanti all’altra R18 di Di Grassi-Genè-Kristensen. A conquistare il gol della bandiera per i giapponesi è la Toyota numero 8 di Buemi-Davidson-Lapierre che, nel convulso finale, riesce a recuperare posizioni e, seppur staccata di sei giri, sale sul podio.

Per la più grande casa automobilistica del mondo, che non è mai riuscita a vincere la prestigiosa 24 Ore, è una magra consolazione poiché alla terza partecipazione di fila e con una coppia di astronavi veramente spaziali (le due TS 40 ibride hanno mille cavalli ciascuna) l’obiettivo minimo dichiarato era il primo posto. La casa orientale veniva da due vittorie nelle prime due gare del WEC (il Mondiale Endurance), aveva dominato i test a Le Mans, le prove libere e le qualificazioni, scattando dalla pole e guidando la maratona per oltre metà.

Ma alla 24 Ore tutto quello che accade fino alla 23a conta poco o nulla, l’unica cosa che resta ai posteri è come si sfila sotto la bandiera a scacchi. Per questo che torna a casa con il morale basso la Porsche che era rientrata con un’auto in grado di lottare per la vittoria dopo un’assenza di 16 anni. La casa di Stoccarda ha assaporato l’impresa del successo all’esordio e alla 22a ora aveva una vettura in testa e l’altra quinta. Nei minuti finali si sono fermate entrambe, tecnici e meccanici non sono riusciti a rimetterle in pista e addio sogni di gloria.

Il Trofeo, così, va ai cugini dell’Audi che suggellano il dominio più lungo di un marchio, portandosi a casa il 13° primo posto negli ultimi 15 anni(il quinto di fila), un bottino che consente ad Ingolstadt di avvicinarsi a tre sole lunghezze dal record di vittorie (16) che appartiene proprio a Porsche. La gara è stata emozionante, piena di sorprese come al solito: proprio quando la situazione sembrava delineata ecco l’imprevisto, il colpo di scena. L’Audi ha dominato ma, tutto sommato, ha vinto su un terreno che, almeno quest’anno, non sembrava il suo.

Le tre vetture di Ingolstadt con il motore diesel e un recupero di energia più light sembravano puntare più sull’affidabilità che sulla velocità. Invece hanno un po’ a sorpresa accusato guasti importanti, ma poi sono riuscite a recuperare imponendo un ritmo impressionante che ha sorpreso anche loro. Lotterer ha segnato i due giri più veloci (l’unico a scendere su 3’22”) e le due vetture al traguardo sono andate più rapide che in prova. Ha vinto quella che è stata meno tempo ai box perché su entrambe è saltato il turbo (il boss Ullrich striglierà il fornitore), ma sulla numero 1 ha ceduto anche un iniettore (la pressione di spruzzo del gasolio arriva a 3 mila bar).Ai pedi del podio il figlio di Alain Prost con la Rebellion, quinta la Zytek-Nissan, prima delle LMP2, mentre la Ferrari 458 ha dominato la bellissima battaglia delle GT.

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Martedì 17 Giugno 2014 - Ultimo aggiornamento: 26-06-2017 11:18 | © RIPRODUZIONE RISERVATA