L'Audi FE05 di Daniel Abt

Audi, i campioni sono ancora affamati. Nel 2018 ha vinto il titolo Costruttori: ora vuole il bis

di Alberto Sabbatini
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ROMA - I favoriti d’obbligo sono sempre loro. Lo squadrone Audi ed i suoi piloti, Lucas di Grassi e Daniel Abt. Anche se le vetture di Formula E generazione 2 che verranno impiegate nel campionato di Formula E che scatterà sabato prossimo a Ad Diriyah in Arabia Saudita, sono inedite per tutti, a partire con i favori del pronostico è proprio la formazione tedesca con le monoposto Audi FE05. Vi chiederete com’è possibile che un campionato dove verrà schierata una vettura interamente nuova, con motore più potente (da 200 kilowatt in assetto-gara, ovvero 270 cavalli), aerodinamica differente e la novità dell’Halo, l’arco di protezione attorno alla testa per i piloti (di derivazione F1), possa avere già dei favoriti. Nonostante si siano svolte appena due giorni di test pre-stagionali. Il motivo è semplice: ci sono i numeri dalla parte di Audi e le esperienze passate a dimostrarlo.

Prima di tutto, Audi è il team campione in carica. Ha vinto il titolo nell’ultima gara della scorsa stagione, a New York, quando con una rimonta straordinaria è riuscita a strappare la vittoria nel campionato Costruttori alla Techeetah. Un obiettivo che solo tre mesi prima sembrava impossibile. Ma non c’è soltanto quello: il fatto è che Audi ha dimostrato costantemente nel 2018 una superiorità netta. Ha ottenuto 4 vittorie su 10 corse, esattamente come i rivali cinesi della Techeetah, ma Audi l’ha fatto con entrambi i driver e questo dimostra una maggiore competitività della vettura; inoltre i due alfieri Audi, di Grassi e Abt, hanno ottenuto 11 podii complessivi in stagione. Più di qualunque altro avversario.


Fin da inizio stagione Audi si era rivelata la monoposto più competitiva, ma nelle prime gare era stata frenata da guai tecnici che l’avevano portata a numerosi ritiri. Soprattutto per la fragilità dell’inverter, la componente essenziale delle auto elettriche perché è quello che garantisce la riconversione dell’energia. Però da metà stagione Audi è riuscita a trovare l’affidabilità e a quel punto la superiorità tecnica della monoposto FE04 si è manifestata pienamente. Solo nelle ultime 4 gare, i piloti Audi hanno conquistato 3 vittorie con 2 doppiette.
Il segreto dello squadrone Audi è quello che si potrebbe definire “stabilità dinamica”. Il costruttore tedesco ha sempre creduto nella Formula E, fin dal varo del campionato nel 2014 quando nonostante tutto era costretto a dividere il proprio impegno fra le gare Endurance come il mondiale WEC e la 24 Ore di Le Mans, il turismo tedesco DTM e appunto la formula elettrica.

Creando una formazione stabile, inserendo anno dopo anno piccoli correttivi per migliorare i punti deboli ma senza mai stravolgere la formazione di partenza. Audi è l’unica squadra per esempio che ha sempre mantenuto la medesima coppia di piloti in tutte e quattro le stagioni di Formula E. Lucas Di Grassi e Daniel Abt hanno formato un sodalizio tenace fin dalla prima stagione dove hanno portato l’Audi al 3° posto del campionato. Ma il vero salto di qualità è accaduto a fine 2016, quando l’Audi ha deciso di interrompere l’attività nelle gare di durata per concentrarsi soltanto nella Formula E, ritenuta strategica come palestra di sviluppo per la tecnologia elettrica che stava rivoluzionando la mobilità automobilistica. I circa 300 tecnici del reparto corse Audi Sport sono stati girati in massima parte a lavorare sulla Formula E e hanno portato nella categoria elettrica tutto il know how accumulato in 4 anni di sviluppo della tecnologia ibrida che veniva utilizzata sulla R18 Prototipo da Endurance.

Soprattutto Audi si è dimostrata superiore nella problematica del recupero di energia e di come gestire e sfruttare fino all’ultimo milliwatt di corrente nelle batterie per far marciare la monoposto.
Il resto l’hanno fatto gli uomini: liberata dall’impegno parallelo dell’Endurance, Audi ha spostato nella Formula E i suoi uomini-chiave, dal direttore del reparto corse Dieter Gass fino all’ex pilota di Le Mans, Allan McNish che, smessa la tuta, è divenuto il capo della squadra Formula E sulle piste.
Con la sua esperienza McNish ha spesso guidato dai box via radio Abt e Di Grassi, i due piloti. Soprattutto Di Grassi, brasiliano 34enne di lontane origini italiane (il nonno era pugliese) è maturato con gli anni diventando il pilota più di successo di tutta la Formula E: 27 volte sul podio di cui 8 vittorie.
 

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Lunedì 7 Gennaio 2019 - Ultimo aggiornamento: 08-01-2019 18:32 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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