Royal Enfield Himalayan 2025, la "piccola" enduro stradale di qualità a buon prezzo: la nostra prova
Ha fatto un grande salto in avanti la nuova generazione della Himalayan 450 di Royal Enfield, marchio motociclistico con origini britanniche ma attualmente di proprietà indiana (distribuito in Italia da Valentino Motor Company). È più leggera, più moderna, più bella da guidare e sempre più versatile, adattandosi a tutte le situazioni in modo sorprendente e guardando oggi a un pubblico ancora più vasto. Nel complesso è una moto molto semplice, senza troppi fronzoli, ma è ben costruita, ben rifinita e con l'anteriore da 21'' si presta benissimo anche al fuoristrada.
Ha un parafango alto, in perfetto stile off-road, cerchi a raggi (dietro c'è il 17''), un faro tondo a LED, una sella sdoppiata e un nel serbatoio largo circondato da stilose barre di protezione. Garantisce una posizione di guida comoda, rilassata, con busto dritto, braccia larghe e gambe non troppo piegate. La sella ha un'altezza standard di 825 mm da terra ma può essere regolata e posizionata anche a 845 mm per chi volesse stare più in alto (chi invece vuole stare più giù può ordinare una sella bassa posta a 805 mm, che può arrivare a 825 nella posizione più alta). È una moto molto facile da guidare e strizza chiaramente l'occhio anche ai neofiti delle due ruote (ed è ovviamente per patenti A2). È agile, maneggevole e ha tanto sterzo. Frizione e cambio sono morbidi e precisi, con il secondo che può manifestare qualche piccola difficoltà solo se maltrattato nel traffico cittadino più intenso.

Metti la prima, parti e ti sembra di guidarla da sempre. Anche l'erogazione del motore è molto lineare, senza scalini, non spaventa i meno esperti ma regala anche quel gusto che non ci si aspetterebbe aspetti ai motociclisti più navigati. Il monocilindrico da 451 cc eroga 40 CV e 40 Nm ed è abbinato al ride by wire con due mappe. Numeri che sulla carta possono sembrare piccoli, ma che in sella si rivelano giusti per poter far tutto divertendosi e consumando poco (si possono anche sfiorare i 30 km/l). Il motore è docile ma ha personalità, non ama girare troppo in alto e nemmeno troppo in basso: sotto i 2.000 giri/min può scalciare un po', mentre ai regimi più alti può generare qualche (più che comprensibile) vibrazione su pedane e manubrio.
Dunque, l'Himalayan 450 non è una moto pensata per i lunghi spostamenti autostradali, d'altronde anche la protezione aerodinamica minimal lo suggerisce. È piuttosto una moto con cui si può fare sicuramente del turismo (perché con le borse laterali sta benissimo), ma nello stile coast to coast, fatto di itinerari, di strade bianche, di curve e tornanti e anche di fuoristrada vero (in quel caso però è consigliato utilizzare delle gomme specifiche all'uso). Perché è una moto che si guida benissimo. Le sospensioni Showa – forcella a steli rovesciati da 43 mm e mono regolabile nel precarico, abbinate a un telaio a doppia trave in acciaio – hanno una taratura intermedia, assicurando un buon sostegno nella guida tra le curve ma anche il comfort giusto in città, sull'asfalto rovinato e in fuoristrada, dove l'escursione da 200 mm fa sicuramente la differenza.

Il peso a secco di 181 kg, che diventano 196 in ordine di marcia, è molto ben bilanciato. L'impianto frenante con un singolo disco da 320 mm con pinza a due pistoncini davanti, risulta efficace, anche se la leva va strizzata per bene quando c'è bisogno di frenate più decisive (ma per un neofita meglio così). Molto bella la strumentazione circolare, che da un lato rievoca forme tradizionali e dall'altro offre un display moderno a colori connesso con lo smartphone; interessante anche il mirroring mediante l'app dedicata di Royal Enfield, con l'unico limite che per usufruire della navigazione è necessario tenere il telefono (collegato) attivo. Così come interessante è soprattutto il prezzo di questa Himalayan: si parte da 5.900 euro e si possono superare i 6.200 euro scegliendo una delle tinte più esclusive in gamma.

Insomma, una moto completa: facile e matura allo stesso tempo. Accontenta un po' tutti i livelli, per motivi diversi. Ed è poco impegnativa, sia dal punto di vista economico che sotto il profilo legato alle regolazioni e all'elettronica. La accendi, metti la prima e vai. E sa andare ovunque, egregiamente, a prescindere dal tipo di strada.




