CX-6e, il Suv elettrico. Mazda affianca lo sport utility alla sua berlina Bev. Molto piacevole, tecnologia ai vertici

CX-6e, il Suv elettrico. Mazda affianca lo sport utility alla sua berlina Bev. Molto piacevole, tecnologia ai vertici

Mazda, la prova su strada del Suv elettrico Cx-6e: i consumi sono sotto quelli dichiarati

Mazda tra i brand protagonisti del Salone di Torino con CX-6e, CX-5 e MX-5 MY 2027

Genesis GV60 Magma: 650 cv pronti a scalpitare, quando l’elettrico diventa emozionante

Geely Monjaro EM-i pronto al debutto europeo. Primo Suv ibrido plug-in del marchio cinese al Salone di Parigi

Fiat Grizzly: il nuovo Suv per le famiglie che guarda a spazio e versatilità
DÜSSELDORF - Dna e design sono giapponesi, sistema di propulsione e prezzo sono cinesi, mentre calibrazione e mercato sono europei. «Siamo molto orgogliosi di questa auto – spiega Martijn ten Brink, Ceo di Mazda Europe – perché abbina lo sviluppo globale alla competenza regionale». Il modello in questione è la CX-6e, guidata nel Nord Reno Westfalia, poco lontano da Leverkusen dove si trova il quartier generale comunitario della casa di Hiroshima, anche se in realtà l’affinamento della versione per gli automobilisti del Vecchio Continente è stata completata presso il centro di Ricerca e Sviluppo di Oberursel, vicino a Francoforte. È un veicolo a zero emissioni un po’ più Suv e un po’ meno Station Wagon dalle forme molto slanciate fabbricato a Nanchino nell’ambito della cooperazione con la Changan e sviluppato sulla stessa piattaforma della berlina elettrica 6e. Circa le linee, che sono ancora più “futuristiche” rispetto a quelle ispirate dal Kodo Design che ha da anni caratterizza gli esterni del marchio, non ci sono dubbi che siano Mazda.

L’obiettivo era quello di trasferire «magnetismo in un segmento spesso dominato dalle convenzioni». Sono stati introdotti alcuni elementi inediti, come lo spoiler anteriore che separa la calandra dal cofano, sempre pronunciato, che incide anche sul coefficiente di penetrazione aerodinamico, e le prese d’aria, dei convogliatori, ai montanti posteriori. Lunga 4,85 metri, ma alta appena 1,62, la CX-6e è generosa negli spazi interni con un bagagliaio dalla semplicissima e funzionalissima apertura del portellone (il tasto è inserito direttamente nel tergicristallo) che ha una capienza tra 468 e 1.434 litri al posteriore cui si sommano gli 80 del vano anteriore (si sono anche 1.500 kg di capacità di traino). A beneficiare del passo di 2,9 metri sono soprattutto i passeggeri, che dispongono di una sorta di “soggiorno”, peraltro molto luminoso perché il tetto panoramico con vetro termoriflettente da 1,05 mq di superficie è di serie.
L’ambiente è curato e rivestito con materiali di qualità, anche morbidi, senza quelle stravaganze che ogni tanto compaiono su modelli che hanno ambizioni premium. Invece, gli interni sono comodi e positivamente semplici. Il cruscotto digitale a disposizione del conducente è stato sostituito da uno head-up display (di serie) per fornire le indicazioni fondamentali, mentre tutte le altre funzioni sono concentrate nell’enorme schermo centrale orizzontale da 26”, compresa la gestione del recupero dell’energia su tre livelli (le leve al volante sarebbero più comode). Le sue dimensioni rischiano di distogliere l’attenzione dalla strada, ma si tratta di farci l’abitudine. Mazda offre anche la soluzione degli specchietti “hi-tech”, che sono digitali sulla Takumi Plus con cerchi da 21”. I monitor dei retrovisori esterni sono inseriti nelle portiere ad un’altezza che, anche sulla sinistra, consente una eccellente visibilità, mentre quello centrale interno si può utilizzare anche in maniera convenzionale.

Il costruttore assicura prestazioni nettamente superiori all’occhio umano in caso di condizioni “critiche”, tipo buio e maltempo, ma la prova si è svolta con il sole e nelle ore diurne. Sulla gamma è standard anche l’impianto audio con un totale di 23 altoparlanti, di cui uno Bluetooth integrato nel poggiatesta del passeggero anteriore. Il Suv punta sul comfort e non su una guida aggressiva, in ogni caso istintiva malgrado la un po’ inusuale trazione posteriore (l’elettronica gestisce tutto al meglio). L’unità elettrica che spinge il Suv è da 258 Cv con una coppia di 290 per un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,9”. La velocità massima è di 185 orari, che sembrano forse “pochi” forse in Germania: la limitazione (si fa per dire) dell’andatura supporta l’autonomia, che con le ruote da 19” della Takumi (appena due le varianti a listino per semplificare la vita a tutti) è stata omologata a 484 chilometri nel ciclo misto Wltp (468 per la Takumi Plus).
Seppur statisticamente non indicativi, nella prova lungo le pianure tedesche il computer di bordo ha contabilizzato consumi pari a 15.9 kWh/100 km contro i circa 19 dichiarati. L’unica batteria disponibile è quella con chimica litio-ferro-fosfato da 78 kWh che si può ricaricare a una potenza massima di 200 kW in corrente continua in un quarto d’ora tra il 30 e l’80%. Fra i sistemi di sicurezza e assistenza alla guida la CX-6e monta di serie Smart Brake Support, Forward Obstruction Warning, Rear Collision Warning, Rear Cross Traffic Alert, Rear Cross Traffic Braking, Lane Keeping Assist System e altro ancora. Circa il prezzo, nonostante i dazi comunitari imposti sulle importazioni di auto elettriche prodotte in Cina, la filiale nazionale del costruttore giapponese propone la CX-6e con un listino che parte dai 46.750 euro della Takumi. Per il top di gamma ne bastano 3.000 in più.



