Mini John Cooper Works Cabrio

Mini John Cooper Works Cabrio, la “piccola peste” è capace di regalare prestazioni da autentica sportiva

di Sergio Troise
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John Cooper, indimenticato “inventore” delle Mini Cooper del secolo scorso, probabilmente non avrebbe mai immaginato che un giorno sarebbe stata commercializzata anche una versione cabriolet della “piccola peste” da lui inventata. A distanza di… un secolo ci ha pensato la BMW, proprietaria del marchio MINI, sbilanciatasi fino al punto di dedicare alla storica vetturetta inglese (ormai cresciuta nelle dimensioni, nelle forme e nelle ambizioni) una versione speciale, scoperta e grintosa, denominata MINI John Cooper Works Cabrio. E’ un’auto decisamente non convenzionale, capace di regalare prestazioni da autentica sportiva (proprio come la piccola peste che negli anni 60 dominava in pista e nei rallies, Montecarlo compreso) e piacere di guida en plein air. Se a tutto ciò aggiungiamo lo stile personale, l’aspetto elegante e la ricchezza degli equipaggiamenti, si avrà chiaro il quadro di un’auto fuori dal coro, in grado di occupare legittimamente la nicchia di mercato destinata alle auto decappottabili d’un certo pregio.

La base di partenza – sarà bene chiarirlo – è la MINI JCW chiusa, con la quale la versione cabrio condivide il motore 2.0 litri biturbo da 231 cv/380 Nm di origine BMW che, abbinato al cambio automatico doppia frizione a 7 marce, assicura accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,4 secondi e velocità massima (ove consentito) di 245 km/h. Come sempre per le versioni scoperte, la struttura della scocca è stata irrigidita e l’auto riesce dunque a confermare il comportamento dinamico della sorella chiusa, assicurando velocità e agilità anche su percorsi tortuosi, tra curve e saliscendi.

Ma il valore aggiunto, come per tutte le cabrio, è ovviamente assicurato dal piacere del viaggiare en plein air. E, come già sperimentato sulla MINI Cabrio “normale”, anche su questa versione JCW la capote può essere completamente aperta in 18 secondi, in marcia, a velocità non superiore a 30 km/h, schiacciando un pulsante che attiva un sistema automatico. Volendo, la capote in tela può essere aperta anche per soli 40 cm di lunghezza, come un tetto apribile, a qualsiasi velocità: un modo per offrire al conducente e ai passeggeri (l’auto è a quattro posti) un’ulteriore possibilità di viaggiare open-air. Importante notare che il parabrezza è stato disegnato per ridurre le turbolenze d’aria indesiderate e il rumore del vento. E ancora: altro valore legato al piacere del viaggiare aperti è costituito da quello che la Casa definisce Always Open Timer, ovvero il contatore che misura il tempo di guida con la cappotta ripiegata, tempo che viene indicato sul display OLED nell’abitacolo.

A beneficio dei maniaci della personalizzazione, la capote è disponibile in nero o con motivo Union Jack grigio. Per il resto, l’aspetto della Cabrio è molto simile a quello della versione chiusa da cui deriva, con cerchi in lega da 17” (o da 18”), la griglia anteriore e le minigonne laterali in nero lucido, le strisce colorate sul cofano motore, le prese d’aria e le calotte degli specchietti retrovisori in rosso, che aggiungono accenti sportivi alla classica verniciatura British Racing Green. Al centro della coda, in basso, spunta poi lo scarico con uscita singola, come sulla versione chiusa. Esclusivamente sulla versione Cabrio, invece, il diffusore posteriore è verniciato in tinta con la carrozzeria.

Ma al di là dei gusti legati all’estetica e al piacere del viaggio en plein air, la MINI John Cooper Works Cabrio rimane, come detto, un’auto sportiva capace di regalare prestazioni entusiasmanti e quel go-kart feeling che mai è stato trascurato dagli “eredi” tedeschi di John Cooper. In tema di divertimento alla guida merita attenzione proprio il “Go-kart Mode”, che concorre a rendere ancora più entusiasmante l’accelerazione, nonché più diretta la calibrazione dello sterzo. Le sospensioni sportive appositamente tarate anche per questa versione decappottabile assicurano inoltre una maneggevolezza ottimale, mentre le pinze dei freni verniciate in rosso (con tanto di logo JCW ben visibile) assicurano precisione e pieno controllo in frenata. Nella ricerca del divertimento di guida svolgono un ruolo anche i paddles al volante per i cambi di marcia e, soprattutto, il DLC (Differential Lock Control), che simula l’azione di un differenziale autobloccante, e il Performance Control, che migliora l’agilità in curva.

Come per la versione chiusa, anche per la cabriolet è completa la dotazione di sistemi di assistenza (ADAS), in grado coniugare sicurezza e piacere di guida. Dodici sensori a ultrasuoni e quattro telecamere surround view contribuiscono alla serenità del conducente, facilitando la concentrazione e il piacere di sentirsi protetti, al sicuro, in tutte le condizioni. Al di là della sicurezza, sono disponibili comunque sette modalità di guida: denominate MINI Experience, creano un’atmosfera adatta a ogni stato d’animo. Mentre la modalità Go-kart per la guida sportiva, ad esempio, enfatizza il carattere racing con display analogici coordinati e un look rosso e nero, la modalità Green ottimizza consumi ed emissioni per una guida rilassata a capote abbassata.

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martedì 26 agosto 2025 - Ultimo aggiornamento: 08:34 | © RIPRODUZIONE RISERVATA