La rinnovata Hyundai Ioniq 6

Ludovici (Hyundai): «Abbiamo migliorato l’aerodinamica della Ioniq 6 grazie alla sportiva N»

di Nicola Desiderio
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Il mondo è fatto di paradossi e quello dell’automobile è che, mentre il mercato sembra chiedere autovetture naturalmente meno aerodinamiche e più pesanti come suv e crossover, c’è l’esigenza di avere su strada veicoli sempre più efficienti per far loro consumare sempre meno carburante e energia. Un’urgenza che salda tre istanze: ambientale per la società, economica per le famiglie e di autonomia per la praticità. A Rüsselsheim, a qualche chilometro da Francoforte, Hyundai ha una figura che si dedica proprio a questi aspetti: si chiama Giulia Ludovici ed è manager del team Aerodinamica, Thermal Management e Energy Efficiency che ha lavorato sulla Ioniq 6 per migliorarne prestazioni ed efficienza proprio attraverso la sua caratteristica più evidente, ovvero l’aerodinamica.

La Ioniq 6 ha un cx di 0,215, un dato ai vertici mondiali. Come avete raggiunto questo risultato e quali sono le migliorie rispetto alla Ioniq 6 che già conosciamo?

«L'obiettivo del cx è molto importante, soprattutto per un'auto elettrica che deve avere una certa autonomia. Per raggiungerlo, abbiamo lavorato in maniera estensiva sulla parte anteriore, in particolare sugli shutter (le paratie mobili che si aprono quando è necessario per il raffreddamento e rimangono chiuse per migliorare l’aerodinamica, ndr). L'undercover, cioè il sottoscocca, è molto importante perché è lì che si gioca parte del miglioramento aerodinamico, per questo abbiamo cercato di carenarlo il più possibile e di disegnarlo in modo tale da facilitare i flussi».

Prima in coda trovavamo due spoiler, adesso ce n’è solo uno. Qual è il motivo di questo cambiamento?

«Il motivo principale è che siamo riusciti con un singolo spoiler a coniugare sia la scorrevolezza sia un giusto livello di deportanza sul veicolo. Ci siamo accorti che potevamo farlo mentre lavoravamo alla versione più sportiva N e abbiamo rimosso lo spoiler alla base del lunotto per sostituirlo con l'alettone. Per migliorare l’efficienza energetica ci siamo concentrati quindi sulla ducktail (la parte della coda creata dall’estrattore, ndr). A quel punto, in accordo con il centro R&D di Namyang, abbiamo deciso di traslare i risultati ottenuti anche alle altre versioni della Ioniq 6».

Avete una galleria del vento qui in Europa per provare l’aerodinamica dei veicoli?

«Non posso rispondere in modo completo a questa domanda. Sicuramente tutte le prove finali vengono fatte in Corea, anche quelle di omologazione, ma alcuni test vengono condotti anche qui in Europa dove, a questo scopo, recentemente è stato fatto un investimento di 150 milioni di euro per alcuni banchi prova e per diverse strumentazioni del simulatore di guida».

La Ioniq 6 è una berlina dalle linee sportive e naturalmente molto efficienti. Il mercato invece va su vetture che sono naturalmente sfavorite. Qual è allora la difficoltà che deve affrontare chi, come lei, deve cercare di recuperare efficienza quanto più possibile attraverso la forma?

«È certamente complicato. Su questo tipo di vetture e di tali dimensioni è più facile, ma l’obiettivo c’è sempre e la sfida è affinare ogni singolo dettaglio al fine di raggiungere il migliore coefficiente di penetrazione aerodinamica».

Uno di questi elementi è sicuramente rappresentato dalle maniglie a scomparsa. In Cina si sta discutendo di vietarle per ragioni di sicurezza e nel futuro potrebbe accadere anche in Europa. Questo sarà un problema in più per chi si occupa di aerodinamica?

«Purtroppo sì: le maniglie a scomparsa sono un vantaggio chiarissimo perché, non avendo interruzioni sulla linea, permette ai flussi d’aria di passare indisturbati. Va da sé che l'aerodinamica migliora. Vorrà dire che affineremo la fantasia per ridurre la resistenza aerodinamica anche in Cina».

L’aerodinamica non è una scienza chiara, nel senso che non è detto che un’auto filante esteticamente lo sia anche all’aria, anzi ci sono vetture apparentemente meno filanti, ma più efficienti aerodinamicamente. Come si può spiegare questa cosa un profano e che cosa rende efficiente aerodinamicamente una vettura al di là di quello che si vede?

«I dettagli. I cerchi e gli pneumatici, ad esempio, sono un elemento importantissimo sul quale andare a lavorare. Il sottoscocca e l'altezza da terra sono altre componenti fondamentali per il miglioramento dell'efficienza e vanno tenute nella massima considerazione, quindi anche quella va tenuta molto di conto. E poi ci sono anche le superfici aerodinamiche mobili che possono essere adattate a seconda della situazione di marcia».

Sull'aerodinamica attiva, la Formula 1 è andata ancora più avanti che in passato. Ci possono essere elementi di parallelismo tra quello che sta accadendo sulle auto da competizione e quelle di serie?

«È una bella domanda! Le innovazioni che vengono dalla Formula 1 in genere vengono poi riportate in qualche modo sulle vetture stradali, quindi questa interazione c’è. Noi lavoriamo sulle auto di serie e non direttamente con quelli che si occupano di motorsport, però è ovvio che quello che viene sviluppato da loro, tocca anche noi perché uno dei fini delle competizioni è sperimentare nuove soluzioni per le automobili stradali».

Lo studio dell’aerodinamica non riguarda solo l’efficienza, ma anche il raffreddamento, la stabilità della vettura, il vento laterale e l'aeroacustica. Questi aspetti possono essere migliorati parallelamente oppure qualche volta sono in contrasto?

«Dipende dal tipo di vettura. Se si lavora sulle N, la prestazione la fa da padrone anche se su vetture come la Ioniq 6 non può rimanere distante dal comfort e dalla parte acustica».

Quindi una macchina con un’ottima aerodinamica in generale è anche una macchina silenziosa?

«Sì, anche se occorre comunque condurre prove specifiche ad andature diverse».

Secondo lei l’aerodinamica può essere un elemento per scegliere una vettura piuttosto che un’altra, soprattutto per un’automobile come l’Ioniq 6?

«Sì può esserlo perché l’aerodinamica non solo garantisce le prestazioni, ma anche l'efficienza, i costi contenuti e, come abbiamo detto, il comfort. E poi c’è anche il design, perché l’aerodinamica vuol dire anche stile, come nel caso della Ioniq 6».

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domenica 22 marzo 2026 - Ultimo aggiornamento: 18:09 | © RIPRODUZIONE RISERVATA