ID. Polo, la piccola elettrica firmata Volkswagen. Ha tre potenze (116 cv, 135 cv, 211 cv), due batterie e un’autonomia fino a 454 km

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Volkswagen ID. Polo: l’elettrica che ritrova il carattere di Wolfsburg. Piccola nelle dimensioni, ma non nelle ambizioni

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Erano gli anni settanta del secolo scorso quando dalla Germania arrivò la “piccola Golf”. Si chiamava Polo, ed era davvero l’interpretazione che i tedeschi davano all’auto di segmento B: piccola ma ben dotata, efficiente, comoda, magari un po’ più cara delle concorrenti, ma in grado di interpretare il ruolo da leader della categoria (ne sono stati venduti oltre 20 milioni di esemplari). Insomma, un successo scandito da motori benzina e Diesel, per gli amanti delle prestazioni esaltato anche dalle versioni GTi, proprio com’era stato in precedenza per la mitica sorella maggiore Golf.
Ebbene, a Wolfsburg non hanno potuto fare a meno di riprendere il discorso: e dunque, dopo la Golf elettrica, figlia dei tempi moderni, ecco ora anche la Polo alimentata a batteria. Si chiama ID.Polo e, come la generazione precedente, assomiglia maledettamente alla sorella maggiore (indicativo, in particolare, il design del montante C, dettaglio carismatico ripreso pari pari dalla prima Golf). Sulla particolarità dello stile, del resto, è stato chiaro, in sede di presentazione del nuovo modello, il responsabile del design di Volkswagen, Andreas Midt: “Il valore più importante per noi è la stabilità”.

Ecco dunque quest’auto “piccola ma non troppo” (4,05 metri, il 24% in più dei modelli con motori termici) in grado di ospitare cinque persone e di offrire un vano bagagli da 435 litri, ampliabile fino a 1.240 (contro i 1.125 litri della Polo a benzina). A dare ulteriore lustro al nuovo modello il ruolo di “apripista” assegnatogli dalla casa tedesca: la ID.Polo è infatti la prima di quattro nuove auto che Volkswagen lancerà nel segmento. Altro particolare significativo, l’auto è basata sulla piattaforma MEB+, evoluzione del pianale modulare nativo elettrico del Gruppo Volkswagen, che si distingue per la capacità di migliorare le prestazioni, assicurando autonomia fino a 700 chilometri (con potenze di ricarica fino a 200 kW) e aprendo la strada a una nuova generazione di motori ad alta efficienza e alla trazione anteriore applicata all’elettrico.

Tutto ciò premesso, la nuova Polo a emissioni zero è disponibile con tre potenze (116 cv, 135 cv, 211 cv), due batterie e un’autonomia fino a 454 km. A Wolfsburg tengono a sottolineare che “è molto più di un’auto cittadina, con tante innovazioni e un buon rapporto qualità/prezzo”: si parte da 25.000 euro (vedi box a parte) e l’auto è già ordinabile, ma le prime consegne avranno inizio a fine estate.
Esternamente l’auto si distingue, come detto, per la somiglianza con la Golf e per la continuità con lo stile della Polo con motore a combustione, rispetto alla quale l’auto perde due cm in lunghezza (4,05 metri contro 4,07). Ma una volta a bordo ci si sente subito a casa, ovvero in un ambiente riconoscibile, ordinato, all’interno del quale l’unico limite è costituito dalla seduta posteriore centrale un po’ rigida e alta, che potrebbe creare qualche disagio a persone più alte della media. Si fanno apprezzare il digital cockpit da 10 pollici, lo schermo infotainment da 13 e i comandi fisici nella parte centrale della plancia e sul volante.
La piattaforma MEB+ è l'evoluzione del pianale modulare nativo elettrico del Gruppo Volkswagen. Rispetto alla versione standard (MEB), la variante Plus migliora le prestazioni dei veicoli introducendo un’autonomia fino a 700 chilometri, potenze di ricarica fino a 200 kW e una nuova generazione di motori ad alta efficienza. Più in dettaglio: sono tre le versioni disponibili, tutte con motore e trazione anteriori. Le più accessibili sono quelle con 116 e 135 cavalli, con la batteria LFP (litio ferro fosfato) da 37 kWh e un’autonomia media dichiarata di 329 km. Per la ricarica accettano 11 kW in corrente alternata e 90 kW in continua. In alternativa c’è la versione da 211 cv con la batteria NMC (nickel manganese cobalto) da 52 kWh e accreditata per 454 km di autonomia. In corrente continua carica di più: fino a 105 kW. Va detto che, secondo la casa, in condizioni ideali per entrambe le batterie i kW accettati in corrente continua bastano per passare dal 10% all’80% dell’efficienza della “pila” in circa 30 minuti.

Di base, le sospensioni seguono lo schema diffuso nelle auto di piccole dimensioni, che uniscono efficienza a ingombri e costi contenuti: l’avantreno è di tipo MacPherson mentre il retrotreno è a ponte torcente. Apprezzabile la compattezza del motore elettrico, che riduce peso e ingombri: rotore, statore, trasmissione, inverter ed elettronica di controllo sono inseriti in un unico involucro di metallo.
Quanto alle tecnologie, sono più che adeguate, con la disponibilità, in materia di sicurezza, degli irrinunciabili ADAS ormai obbligatori, che includono funzioni come sensori di parcheggio, frenata automatica d’emergenza, controllo del rispetto dei limiti di velocità, mantenimento di corsia… integrabili a richiesta con altre disponibili come optional, tra le quali la telecamera di manovra. Si fa apprezzare anche il Connected Travel Assist dotato del riconoscimento automatico dei semafori: in pratica l’auto vede il rosso e si prepara autonomamente all’arresto. Una gran comodità soprattutto per la guida nei centri urbani, cui contribuisce anche la funzione one-pedal, ovvero la capacità dell’auto di frenare autonomamente sollevando il piede dall’acceleratore. Tra i valori aggiunti, inoltre, spicca la funzione vehicle-to-load, che trasforma l’auto in una fonte di alimentazione mobile per dispositivi come le e-bike.




