Clio si rinnova, il 6° atto è più versatile e distintivo. Compatta Renault con look più grintoso, al top c’è la full hybrid da 160 cv

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Presentata a settembre del 2025 al Salone di Monaco, è arrivata finalmente nelle concessionarie italiane la nuova Renault Clio, ultima erede di una “dinastia” nata ben 35 anni fa e sviluppatasi attraverso 5 generazioni, affermandosi come l’auto francese più venduta di tutti i tempi: stenterete a crederci, ma ne sono state targate nel mondo circa 17 milioni di unità, distribuite in 120 nazioni. Un curriculum strepitoso, che ne fa uno dei modelli più importanti del marchio francese, al pari delle “sorelle” Renault 4 e Renault 5, per non dire della Twingo. Ma se questi altri storici modelli sono stati destinati anche al full electric (le prime due già in commercio, la terza in arrivo), per la Clio è stato deciso, in casa Renault, di puntare tutto sull’ibrido e sulla conservazione delle versioni benzina e bifuel (benzina+gas).

La gamma motori comprende dunque tre unità: l’1.2 TCe da 115 cv con cambio manuale, la sua variante benzina-Gpl da 120 cv con cambio doppia frizione Edc (disponibile nella seconda metà dell’anno) e, al vertice, la E-Tech full hybrid con il nuovo powertrain da 160 cv. Quest’ultima è indubbiamente la versione più interessante da un punto di vista tecnico: unisce infatti a prestazioni non trascurabili (0-100 km/h in 8,3 s) un’efficienza invidiabile, con consumo di 3,9 litri/100 km e produzione allo scarico di CO2 limitata a 89 gr/km. Secondo le informazioni fornite dalla Casa, l’auto è in grado di muoversi in città per l’80% del tempo in elettrico e di assicurare fino a 1.000 km di autonomia complessiva. Tutto ciò sulla base di un motore 4 cilindri 1.8 a ciclo Atkinson abbinato a due motori elettrici alimentati da una batteria da 1,4 kWh e a una trasmissione dalle caratteristiche uniche, con due marce per i motori elettrici e quattro per il termico.
Ma al di là delle motorizzazioni, la nuova Clio si distingue per il gran lavoro compiuto sullo stile, sulle dimensioni e sugli equipaggiamenti: un lavoro coerente con la storia del modello, evolutosi puntualmente, di step in step, con progressivi miglioramenti in materia di stile, comfort, dotazioni. E infatti in casa Renault oggi dicono, senza tanti giri di parole, che “la sesta generazione della Clio rifà la rivoluzione all’interno e all’esterno, proponendosi come una berlina versatile e dinamica, rivitalizzata grazie allo stile espressivo, la motorizzazione full hybrid E-Tech 160 cv e equipaggiamenti abitualmente disponibili nei segmenti superiori”.
Rispetto al modello precedente, la Clio perde solo una cosa: la motorizzazione diesel, sgradita al mercato della transizione ambientale. Per il resto l’auto sembra avere le carte in regola per confermare, se non superare, il successo delle precedenti generazioni, potendo contare su valori tipici del modello: la capacità di sommare all’aspetto chic, elegante e gradevole, prestazioni ed equipaggiamenti abitualmente disponibili nei segmenti superiori. Il discorso, com’è facile immaginare, riguarda in particolare il top di gamma (Techno ed Esprit Alpine), ma già l’entry level Evolution assicura molto più di quanto si possa immaginare (ne parliamo in altro articolo).

Costruita sulla nota piattaforma CMF (Common Module Family) frutto dell’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, la nuova Clio è lunga 4,12 metri (“contro” i 4,05 del modello uscente), larga 1,77 (4 cm in più) e dunque assume un aspetto più “importante”. Ciò grazie anche all’allargamento delle carreggiate e alla maggiore altezza (sia pure di un solo centimetro). Pur essendo una classica berlina compatta è innegabile un’aria sportiveggiante, che non fa la minima concessione alla moda della guida alta da piccolo crossover (non è questa la sua mission). Elementi originali sono la mascherina esagonale del frontale, con la griglia che riprende il motivo della losanga Renault, i fari full led incastonati in un elemento in plastica nero lucido e il cofano segnato da profonde nervature che lo collegano visivamente alle forme della mascherina. Particolari anche le luci di posizione a forma di C, nella parte bassa del paraurti. Più marcati i cambiamenti nella zona posteriore, dove si fa notare il lunotto inclinato. Più tradizionale la fiancata, dove vengono confermate le maniglie delle portiere posteriori “nascoste” nella cornice dei finestrini.
I collaudatori che hanno messo a dura prova l’auto prima del lancio sul mercato assicurano che “il comportamento dinamico è degno della tradizione del modello”. Un modello a trazione anteriore che in passato – vale la pena ricordarlo – ha beneficiato di versioni sportive che hanno scritto la storia, come la Clio-Williams. Oggi la sportività viene assicurata dalla versione Alpine, che tuttavia non ha vocazione “pistaiola”, ma si distingue per la motorizzazione 1.8 full hybrid E-Tech da 160 cv, per i cerchi in lega diamantati da 18” e altre qualità di cui parliamo in altro articolo. Altro plus del top di gamma è la disponibilità di una dotazione ultracompleta di ADAS, che va oltre gli obblighi di legge, assicurando fino a 29 dispositivi di assistenza alla guida e un’esperienza connessa che comprende l’Adaptive Cruise Control e la novità del Google integrato già dall’allestimento Techno.




