Alfa Romeo e Carabinieri, una partnership istituzionale che attraversa la storia repubblicana

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Alfa Romeo e Carabinieri, una partnership istituzionale che attraversa la storia repubblicana

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Settantacinque anni di forniture ininterrotte all'Arma dei Carabinieri rappresentano, nel panorama industriale italiano, un caso piuttosto raro di continuità nel rapporto tra un marchio automobilistico e un'istituzione dello Stato. Il bilancio è stato fatto al Museo Alfa Romeo di Arese, in occasione della presentazione del volume "Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese". All'evento erano presenti il ocmandante generale dell'Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo e Santo Ficili, amministratore delegato di Alfa Romeo e direttore operativo di Maserati. Nella stessa giornata è stato svelato il logo commemorativo dell'anniversario, che integra il numero 75 con il Biscione e la Fiamma.

Sul fronte di questa collaborazione il generale Longo ha dichiarato: "una collaborazione così stretta e duratura agli occhi dei cittadini significa sicurezza e appartenenza". Ficili: "per creare le auto dei carabinieri lavoriamo in stretto contatto con loro, abbiamo una struttura a Torino apposita e siamo in fase di prove per una nuova vettura in consegna".

La collaborazione prende avvio nel 1951 con la 1900 M "Matta", fuoristrada a quattro ruote motrici acquisito dall'Arma per le esigenze operative dell'Italia della ricostruzione. Il modello che ne segna però la trasformazione in fornitura strutturale è la Giulia del 1963, in servizio fino al 1968: è la prima vettura del Nucleo Radiomobile e introduce nel lessico dell'Arma il termine "Gazzella". Negli anni successivi il rapporto si consolida attraverso una sequenza di modelli che riflette le tappe industriali del marchio: Alfetta, Alfetta 2.0 "Protetta" del 1979 per i servizi di scorta durante gli anni di piombo, poi 90, 75, 155 e 156, quest'ultima entrata in dotazione nel 1999 e a lungo identificata visivamente con il pronto intervento. La continuità della fornitura attraverso passaggi proprietari complessi, dall'Alfa Romeo di Stato all'ingresso in Fiat nel 1986, fino alla nascita di Fca e poi di Stellantis nel 2021, costituisce un elemento di interesse industriale a sé.

La gamma in servizio e il posizionamento Stellantis Sul fronte attuale, il portafoglio dei modelli in dotazione riflette la gamma commerciale del marchio nel perimetro Stellantis: la Giulia, il Suv Tonale dal 2023 e la Stelvio dal 2025, alle quali si aggiunge la Giulietta nelle versioni più datate ancora circolanti. Per i servizi speciali è impiegata la Giulia Quadrifoglio, che conserva la configurazione meccanica della versione commerciale (il 2.9 V6 biturbo) ma adotta soluzioni tecniche specifiche, come il tetto in acciaio in luogo della fibra di carbonio e un abitacolo riadattato per la strumentazione operativa. Sul piano della comunicazione istituzionale, la presenza di Ficili al fianco del comandante generale Luongo sottolinea il valore strategico che Stellantis attribuisce alla riconoscibilità di Alfa Romeo come marchio italiano, in una fase in cui il gruppo sta ridefinendo il posizionamento dei propri brand premium. Una parte del patrimonio storico legato a questa partnership è esposta nella sezione "Alfa Romeo in Divisa" del Museo di Arese, inaugurata nel giugno 2020.





