il Forte 47 Gran Turismo

Varato il Forte 47 Gran Turismo: costruito ad Ameglia, è un “mini superyacht” in alluminio di 14 metri

di Sergio Troise
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La cantieristica italiana ha la capacità di crescere ancora? A giudicare dalle nuove proposte in arrivo a ritmo incalzante sembrerebbe proprio di sì. E il bello è che la rotta seguita è quella della tecnologia hi-tech, del lusso e delle prestazioni. La prova più recente – non un progetto, ma una barca già varata e pronta a sottoporsi ai test di navigazione – si chiama Forte 47 Gran Turismo. E’ uno yacht planante di 14 metri costruito ad Ameglia (La Spezia) in un cantiere nato dall’esperienza di West Navaltech, azienda finora nota per la costruzione di imbarcazioni da lavoro e carpenteria in alluminio per i principali produttori mondiali di megayacht. Con coraggio e grandi ambizioni è stata avviata la conversione al diporto con l’obiettivo di realizzare ciò che è stato definito, non senza orgoglio, il primo “mini superyacht” mai realizzato.

Il progetto, innovativo e interessante, porta la firma di Paolo Giordano e Umberto Tagliavini, ai quali si deve la scelta di aver optato per la costruzione in alluminio e su scelte radicali in materia di qualità. Dopo mesi di meticolosa lavorazione artigianale, la nuova barca ha toccato per la prima volta l’acqua e sono stati avviati i test di navigazione, con la spinta di tre motori Mercury Verado V12 per complessivi 1.800 cv: una potenza ragguardevole, che dovrebbe consentire prestazioni molto interessanti, e tuttavia ancora non dichiarate. Per il momento il cantiere si limita a dire che “questa soluzione propulsiva è mirata ad esaltare il carattere dinamico dell’imbarcazione garantendo al contempo accelerazione brillante, manovrabilità e affidabilità di rilievo”. Non ci sembra comunque azzardato ipotizzare velocità di punta superiori ai 50/55 nodi.

Non sono stati forniti dettagli neanche sull’abitabilità interna. Ciò che è certo è che elementi cardine del progetto sono l’architettura navale e l’ingegneria strutturale sviluppate da Umberto Tagliavini, la cui vasta esperienza nel settore degli yacht ad alte prestazioni dovrebbe assicurare il perfetto equilibrio tra ambizione progettuale, efficienza idrodinamica, integrità strutturale e tenuta di mare. Per il resto, come detto, il design esterno e quello interno sono stati concepiti invece da Paolo Giordano, il cui approccio ha dato vita a un’imbarcazione caratterizzata da proporzioni decise, coerenza architettonica e cura sofisticata dei dettagli. Obiettivo dichiarato: esaltare tecnica e bellezza, leggerezza e sostanza.

Per dare lustro agli interni, con soluzioni e standard da superyacht, ci si è affidati a Genesis Interiors, gigante del settore noto in Europa e Stati Uniti (dove si conta di esportare la nuova barca). Per il resto, ovvero per qualità distintive come la cinematica dei sistemi di apertura delle murate abbattibili e gli impianti tecnici di bordo, si è provveduto autonomamente, con progetti e lavorazioni curate direttamente da West Navaltech. E in proposito, in una prima comunicazione alla stampa il cantiere ha tenuto a dire che “questa capacità ingegneristica interna garantisce il pieno controllo della qualità, l’affidabilità meccanica e le prestazioni nel lungo periodo, rafforzando la credibilità industriale e l’indipendenza tecnica del marchio”.

Secondo Fernando Moricca, cofondatore di Forte Yachts, “questo varo rappresenta un traguardo tanto emotivo quanto strategico, e vedere il Forte 47 Gran Turismo in acqua conferma che la nostra visione è diventata realtà. Tutto ciò – aggiunge – esprime perfettamente la nostra filosofia: design distintivo, qualità su misura e attenzione al dettaglio senza compromessi. È su queste basi che costruiremo il futuro del nostro brand.”

Dopo il varo, il Forte 47 Gran Turismo affronterà, come detto, un intenso programma di prove in mare. I test consentiranno di validare gli obiettivi prestazionali, i sistemi di bordo, l’affidabilità strutturale e il comfort complessivo, sommando allo stile originale le performance e la solidità richieste nel segmento premium dell’alluminio. Che non è, come noto, un materiale particolarmente diffuso nelle lavorazioni nautiche italiane, ma si fa apprezzare per l’eccellente rapporto resistenza/peso, la notevole resistenza alla corrosione da salsedine, la durata nel tempo e la versatilità strutturale, senza dire che la sua leggerezza contribuisce a ridurre i consumi e risulta facilmente lavorabile e sostenibile, rappresentando un’alternativa interessante a vetroresina e acciaio.

Del resto Navaltech è un’azienda specializzata nella costruzione di imbarcazioni da lavoro e carpenteria in alluminio per i principali produttori mondiali di megayacht. E il fatto di essersi “messa in proprio” per lanciarsi nella nautica di lusso autorizza a credere che il Made in Italy sta per avvalersi di un altro brand di qualità superiore, in grado di dire la sua sul mercato internazionale puntando all’eccellenza manufatturiera. Non per niente ad Ameglia tengono a ricordare che “tutto il lavoro viene svolto in Italia, con attenzione e precisione, curando ogni dettaglio e motivando ogni scelta con un solo obiettivo: creare strumenti per vivere, non solo per apparire, ricorrendo a materiali di assoluta avanguardia, a soluzioni intelligenti, senza eccessi e senza seguire mode, semmai attraversandole”.

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martedì 3 marzo 2026 - Ultimo aggiornamento: 20:02 | © RIPRODUZIONE RISERVATA