Parlano gli organizzatori del Napoli Boat Show: «Formula vincente, già al lavoro per l’edizione 2027, l’anno della Coppa America»
Si è conclusa con piena soddisfazione degli organizzatori la prima edizione del Napoli Boat Show, nuovo salone nautico allestito nel porto turistico di Marina di Stabia, nella vicina Castellammare (meno di 30 chilometri da Napoli), dove è stata sperimentata una formula fieristica originale: cinque giorni di esposizione, dal 18 al 22 marzo, dedicati non solo alla presentazione di barche (a motore, a vela, grandi, medie, piccole), ma anche ad altro: prove in mare, nel magnifico scenario del golfo dominato dal Vesuvio, e una serie di eventi collaterali allestiti per celebrare la cultura del mare e le potenzialità del territorio. Non sono stati diffusi dati sull’affluenza di visitatori, ma nell’intervista (qui di seguito) si sono detti soddisfatti gli organizzatori Fabio Piantedosi ed Enrico De Gregorio.

Il Napoli Boat Show ha sperimentato una formula fieristica nuova, puntando su un format dinamico focalizzato sulle prove in mare, sul business e sul life style. Siete soddisfatti di come è andata questa prima edizione?
Piantedosi: “Siamo consapevoli che questa prima edizione rappresentava per noi una sorta di esperimento, un numero zero, e non sono mancate le difficoltà. Ma alla fine possiamo ritenerci soddisfatti. Siamo riusciti a coinvolgere duecento brand, ad esporre 150 barche e ad avere alcuni dei marchi più prestigiosi dell’industria nautica, come Azimut, Ferretti Yachts, Pershing, Riva, Rizzardi… mettendo in piedi un evento originale, capace di distinguersi e di proporre qualcosa di nuovo”.
In che senso?
“Noi non abbiamo voluto mettere in mostra solo le barche. Abbiamo voluto celebrare la cultura del mare come forma d’arte e di libertà, unendo passione, business e lifestyle. Abbiamo fatto in modo che cantieri, armatori, professionisti e appassionati si incontrassero in uno scenario unico per scoprire le ultime novità del settore, stringere relazioni e scoprire anche i pregi di un territorio che ha molto da offrire. Si parla tanto del Cannes Yachting Festival e della Costa Azzurra, ma io non so quanti eventi fieristici possano vantare uno scenario simile a quello che offre il nostro golfo, con la costiera sorrentina, l’amalfitana e Capri a poche miglia di distanza. Per non dire dell’entroterra, con gli Scavi di Pompei e di Ercolano a due passi e tanto altro da scoprire, a cominciare dai ristoranti stellati”.

In effetti ci sono stati momenti in cui s’è parlato più di food che di barche…
“La formula del salone è proprio questa: celebrazione del bel vivere a bordo e a terra. Il nostro salone è dedicato alla bellezza, alla qualità, all’estetica, alle prestazioni che il settore dell’industria artigianale italiana riesce a esprimere ai massimi livelli. La tranquillità della banchina ha reso fruibili le visite a bordo e piacevoli i momenti di relax nell’area lounge con gli show cooking e le esperienze gustative dei migliori chef dell’area. Gli ospiti di Gami Yacht, che al salone rappresentava Azimut, hanno avuto il privilegio di assaggiare le pastiere e le colombe artigianali preparate da un certo Gennarino Esposito”.
Tutto ciò non rischia di rendere l’evento esclusivo, dedicato solo a una minoranza? Il biglietto d’ingresso a 25 euro, all’incirca quanto a Genova, che ospita un salone di livello mondiale, non ha limitato gli ingressi?
Risponde De Gregorio. “Già da questa prima edizione, che possiamo considerare una prova generale, abbiamo avuto un buon riscontro in termini di espositori e di visitatori. Questo ci ha consentito di prendere le misure e ci mette in condizione di essere più performanti per il prossimo Napoli Boat Show, per il quale stiamo già lavorando. Metteremo l’accento sulla formula delle prove in mare, già molto utilizzate in questi giorni, con 137 uscite registrate”.
E vi risultano trattative e affari conclusi?
“Durante il salone è stata organizzata la consegna ufficiale di un Riva 68 Diable e si è conclusa la vendita direttamente in banchina del Bellini 58. Ma non solo. Anche nel comparto dedicato alla piccola e media nautica s’è mosso qualcosa. Dieffe Nautica ci ha fatto sapere di aver registrato contratti per il 38 e il 28 che verranno definiti in cantiere; Aladar Sail ha rilevato interesse per i due aspetti legati alla vela, il charter e la vendita di imbarcazioni. C’è stato movimento anche tra gli accessoristi e fornitori di servizi”.
Qualcuno ha criticato l’aspetto malandato di alcune strutture del porto. Sarà possibile rimediare per l’edizione 2027?
Piantedosi: “Che qualcuno potesse muovere delle critiche era da mettere in conto. Ma sono stati nettamente superiori i complimenti e gli incoraggiamenti ad andare avanti. E ci ha fatto davvero molto piacere notare, tra i visitatori, personaggi autorevoli del mondo della nautica, come Agostino Gallozzi, titolare di Marina d’Arechi e organizzatore del Salerno Boat Show, che ci ha fatto i complimenti e ci ha incoraggiato ad andare avanti, dicendosi convinto che più saloni si fanno meglio è, l’importante è non accavallare le date”.

Sulle date ha invece avuto qualcosa da ridire Gennaro Amato, presidente di Afina e organizzatore del Nauticsud, di due edizioni all’anno di Navigare, oltre che dei saloni di Roma e Bologna. Lui sostiene che nel 2027 dovreste spostare il salone a ottobre. Possibile?
“Non siamo d’accordo. Tra settembre e ottobre ci sono Cannes e Genova e non avrebbe senso. Noi contiamo di allestire la seconda edizione a marzo del 2027. Del resto la pensano come noi molti degli operatori presenti a questa prima edizione, e anche i tanti esponenti del settore che sono venuti a trovarci. Ci hanno incoraggiato e fatto i complimenti personaggi del calibro di Brunello Acampora, fondatore di Victory Design, di Paolo Molinari, Daniele de Tullio di Italia Yachts, Piergiorgio Scarani di Rio Yachts, Corrado Piccinelli di FIM, Michele Preziuso di Amare Group, Franco Mauri di Blu Martin. Doveva venire anche Gianfranco Rizzardi, che aveva dato appuntamento a Castellammare a suoi clienti provenienti da La Spezia, ma ha avuto un incidente domestico, con danni a un ginocchio, e all’ultimo momento ha dovuto rinunciare”.
Si sono interessati al vostro nuovo salone rappresentanti di Confindustria Nautica?
“No. Non si è visto nessuno. Però nel settore dei gommoni era presente Zar, il cantiere del presidente Formenti, attraverso il rivenditore locale, e qualcosa di simile è avvenuto nel campo dei generatori marini, con la presenza di un rivenditore Coelmo, azienda di cui è amministratore delegato il vicepresidente di Confindustria Nautica Marco Monsurrò”.
Che cosa dobbiamo aspettarci per il 2027?
“Un salone ancora più ricco, in grado di crescere, ribadendo il ruolo centrale del golfo di Napoli nella nautica da diporto, anche in vista di futuri grandi appuntamenti internazionali come l’America’s Cup”.




