Le sorprese del Nauticsud: Tirrenia dai gozzi ai gommoni, la tappezzeria diventa cantiere, e c’è chi progetta scafi in stile anni 60
Come tradizione, anche la 52ma edizione del Nauticsud, il salone della piccola e media nautica in corso a Napoli fino a domenica 15 febbraio, dedica molto spazio ai battelli pneumatici. In Campania, e in particolare tra Napoli e provincia, è infatti molto sviluppata la produzione di questo tipo di imbarcazioni. Nonostante il ridimensionamento dell’evento (costretto, rispetto al passato, a fare a meno di un intero padiglione e a dedicare poco spazio all’esposizione all’aperto) e le incertezze di un mercato condizionato dalla disastrosa situazione della portualità, nei padiglioni della Mostra d’Oltremare non mancano novità interessanti, tutte da scoprire. E tra queste spiccano quelle di aziende che hanno intrapreso nuove strade, convertendo la produzione.
Curiosando tra gli stand emerge dunque che al di là dei colossi ben noti e affermati, come Salpa, Nuova Jolly, Joker Boat, Selva, Zar, del colosso greco Tropida e dei big locali come Italiamarine, Oromarine, PYacht, Novamares, Starmar… c’è un “piccolo mondo” di irriducibili sostenitori della cosiddetta “piccola nautica”, ostinatamente impegnati nel proporre novità tutte da scoprire. In alcuni casi sorprendenti.

La prima porta la firma dei Cantieri Tirrenia, azienda di Pozzuoli ben nota per la produzione di gozzi plananti in vetroresina della serie Viveur (28 e 38, Cabin e Open) e per attività di rimessaggio e assistenza tecnica. A sorpresa, il cantiere puteolano ha presentato al Nauticsud un gommone tutto da scoprire. Si chiama CumaX, è stato tenuto coperto da un grande telone fino alle 15,30 della giornata inaugurale del salone ed è stato poi svelato con una cerimonia allestita ad hoc.
Il nuovo battello pneumatico misura 10,50 metri fuori tutto, è stato omologato per portare fino a 16 persone e può montare due motori fuoribordo per una potenza complessiva di 600 o anche 700 cavalli. Il prezzo (motori esclusi) è stato fissato in 110.000 euro, più IVA e più accessori. Tra le opzioni previste, la possibilità di allestire due posti letto sotto un’apposita tenda (non c’è cabina). A chi si domanda come mai un cantiere storicamente specializzato in gozzi si sia avventurato nel campo dei gommoni, e in particolare di un prodotto di misura superiore a 10 metri, i responsabili dell’azienda rispondono che “la produzione viene diversificata per assecondare la tendenza del mercato”.

Di segno opposto la scelta fatta da RibElle, un’altra azienda nota, fino a poco tempo fa, per essere specializzata nelle forniture di tappezzeria nautica, sedili, tendaggi, rivestimenti. Già da qualche tempo – è stato spiegato – l’azienda con sede a Torre del Greco (15 chilometri da Napoli) ha rilevato gli stampi di DoviBoat e si è dedicata alla costruzione in proprio di una linea di gommoni non troppo grandi, ma in grado di distinguersi, in particolare, per gli allestimenti degli spazi vivibili all’aperto. Motorizzabile con fuoribordo da 40 a 115 cavalli, il RibElle 6 esposto al Nauticsud suscita l’attenzione di tutti per l’originalità delle tappezzerie, che prevedono sedute e prendisole con schienali ultracomodi, a poppa e a prua, mai visti prima su altri battelli pneumatici di queste dimensioni (6 metri).
Mai visto prima su un gommone di dimensioni compatte (8,50 metri) è anche il tavolo elettrico montato sul Novamares 28 Xtreme, una delle novità più interessanti esposte al Nauticsud dai produttori locali. Il cantiere napoletano è tra i protagonisti del salone di casa, presentando nel proprio stand anche una versione aggiornata del noto 31Xtreme, con un nuovo T-Top in vetroresina e una rivisitazione della postazione di comando. Sotto le luci del salone di casa si fa apprezzare anche l’ammiraglia del cantiere, ovvero il Novamares 36 Xtreme con doppia motorizzazione Mercury V10 da 400 cv.
C’era molta curiosità per una novità davvero sorprendente, annunciata dagli organizzatori del salone partenopeo, ma venuta meno all’ultimo momento. Il cantiere CNT (Costruzioni Nautiche Tradizionali), impegnato in un progetto sostenuto dalla Regione Campania per produzioni ecosostenibili e per la realizzazione di una barca in grado di ospitare diportisti con disabilità, aveva fatto sapere, infatti, di avere in animo anche la presentazione di una barca “ispirata” ai mitici motoscafi in legno degli anni 70. In realtà la barca non esiste ancora, esiste soltanto un progetto, legato a un ordine proveniente da Malta e non ancora entrato nella fase operativa.

Curiosando tra le quinte del salone s’è appreso dunque che allo studio del cantiere c’è un motoscafo di 7,30 metri (con una variante possibile a 8,50), denominato CNT Sofia, costruito in vtr e legno, in grado di distinguersi per l’aspetto classico, vagamente simile a quello dei Riva, dei Rio, dei Colombo, dei Posillipo, dei Comitti del secolo scorso. I rendering lasciano immaginare una barca open dall’aspetto classico, ricca di accessori tipici delle imbarcazioni del suo genere, con postazione di guida in stile “automobilistico”, vasca prendisole, motorizzazione entrobordo (singola o doppia, a richiesta del cliente). Nella “spiaggetta” di poppa verrebbe allocata una scaletta di risalita, mentre sotto la prua sarebbe prevista una piccola cabina, con una cuccetta doppia e vari volumi dedicati allo stivaggio, ricavati nella stellatura dello scafo. Si vedrà mai in acqua? Chissà.

E’ invece realtà l’Innova 33 WA, una delle barche più interessanti tra quelle esposte al Nauticsud. Progettata con la collaborazione di Sergio Lupoli (firma nota nel campo della vela, ma non solo) e costruita a Torre del Greco, la barca si distingue per la modernità delle forme e la sportività unita al comfort. Disegnata secondo lo schema walkaround, l’Innova 33 misura 10,88 metri, poggia su una carena in grado di garantire il giusto equilibrio tra prestazioni, controllo e comfort, e assicura navigazioni piacevoli e sicure, anche grazie alla possibilità di adottare motorizzazioni fuoribordo fino a 700 cv (due da 350).
All’esterno la barca si distingue per la linea sportiva e per allestimenti specifici, come i passavanti ampi e comodi, il T-Top in carbonio con tenda elettrica, la plancia con display da 16 pollici Garmin e software personalizzato. Sotto coperta si fa apprezzare una dinette ampia e luminosa; i posti letto sono 2+1, il bagno ha la doccia separata, e tra le dotazioni non mancano comodità come il doppio frigo.
Detto delle “scoperte” da fare girando tra gli stand del Nauticsud, vale la pena ricordare che sulla manifestazione gravano ancora i dubbi sul futuro, e forti sono anche i timori del comparto legati alla cronica mancanza di posti barca. Come è noto, gli organizzatori di Afina (Associazione Filiera Italiana della Nautica) vorrebbero organizzare un’edizione bis del Nauticsud a ottobre, e successivamente spostare definitivamente la data all’autunno, a partire dal 2027, ma sulla questione non c’è ancora accordo con la Mostra d’Oltremare, ente fieristico controllato da una società pubblica che ha il Comune di Napoli come maggiore azionista.
A breve, probabilmente nel pomeriggio di mercoledì 11 febbraio, il presidente di Afina, Gennaro Amato, dovrebbe essere ricevuto a palazzo San Giacomo dal sindaco Manfredi, per discutere della questione. Ma non solo. Gli operatori attendono dall’amministrazione comunale anche risposte sulla portualità turistica, in particolare sul via libera al progetto di ampliamento del porto di Mergellina presentato da un gruppo di 24 soci sostenuti dalla BCC Napoli, e sulla sistemazione in nuovi campi boe e con attracchi a pontili galleggianti delle unità da diporto che saranno “sfrattate” dall’area di Bagnoli in vista della Coppa America. Che sia imminente la svolta? Vedremo. Intanto in Afina continuano a darsi da fare cercando collaborazione anche nei palazzi romani. Da verificare l’esito di un incontro con il sottosegretario al ministero del Lavoro e delle politiche sociali Giampiero Durigon.




