Niccolò Pirri giovane pilota Maserati del team LP Racing

Niccolò Pirri, pilota Maserati di LP Racing: «In GT2 sto imparando, il podio di Misano ci da’ fiducia. Il sogno è arrivare in GT3 o in Hypercar»

di Michele Montesano
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ROMA - A soli 17 anni, Niccolò Pirri è il più giovane pilota in griglia nel GT2 European Series. Al volante della Maserati GT2 del team LP Racing sta affrontando la sua prima stagione nel mondo delle GT, dopo il passaggio dalla Formula 4. Un percorso iniziato quasi per caso, ma con radici profonde nella famiglia e una grande passione per il motorsport. Tra studio, allenamenti, sim racing e gare, Pirri racconta come sta vivendo questa nuova sfida e guarda già al futuro, con l'ambizione di diventare un pilota professionista.

Niccolò, partiamo dall'inizio. Com'è nata la tua passione per il motorsport?

«La mia passione è nata da mio padre, che ha sempre corso in macchina e ha partecipato anche alla 24 Ore di Le Mans. Da piccolo lo seguivo, vedevo il suo team e le sue gare e sono stato anche portato sul podio. È stato proprio in quel modo che è nata questa bellissima passione per il motorsport».

Quando hai iniziato a pensare concretamente di poter diventare un pilota?

«Da piccolo ho fatto qualche test in kart e il corso federale ad Adria, ma poi non ho proseguito. Ho smesso e ho continuato con la scuola e con lo sport, giocando a tennis e a calcio come tanti ragazzi. La scintilla è però tornata nel 2024, al Paul Ricard. Eravamo lì per un test GT2 con la squadra di mio padre e io facevo praticamente da aiuto meccanico. Quel giorno c'era anche la Formula 4 e, guardando quelle macchine, ho pensato: è il mio momento, devo correre, voglio correre in macchina. Da lì è iniziato tutto».

Il passaggio è stato praticamente diretto dal kart alla Formula 4. Quanto ti ha aiutato il sim racing?

«Mi alleno tantissimo al simulatore, faccio gare online e test e mi diverto molto. In certi periodi posso arrivare anche a tre o quattro ore al giorno, mentre in altri mi capita di fare circa due ore alla settimana. Il sim racing aiuta, perché lo stile di guida è simile, ma fino a un certo punto. In macchina ci sono moltissime variabili che sul simulatore non puoi riprodurre: la forza laterale, le gomme, le sensazioni e tanti piccoli dettagli. Alla fine l'esperienza reale fa la differenza».

Quest'anno sei passato dalla Formula 4 alle GT. Qual è stata la difficoltà maggiore?

«Sicuramente il volante e lo stile di guida. Devi prestare molta attenzione con le mani, perché lo sterzo è molto morbido e la macchina è più lenta nei cambi di direzione. In compenso, grazie all'ABS, la frenata è più semplice. Arrivando dalla Formula 4, dove devi modulare molto il freno, è un aspetto nel quale mi trovo bene».

Sei il più giovane pilota in griglia e ti confronti con avversari molto più esperti. Quanto è grande il divario?

«La differenza si vede soprattutto all'inizio delle gare. Le partenze, i dettagli minimi e tutte quelle situazioni che in un format sprint fanno la differenza cambiano molto rispetto a quello che ho fatto finora. I piloti più esperti sono normalmente davanti, ma qualche volta riusciamo a metterci anche noi davanti con il mio compagno Thomas Yu Lee. Con l'esperienza, piano piano, spero di raggiungerli».

In GT non corri più da solo, ma condividi la macchina con un compagno. Quanto cambia l'approccio?

«Aggiunge un po' di lavoro, perché devi parlare con il compagno, confrontarti, stare insieme e guardare tutti i dati. Però, alla fine, toglie anche una parte dello stress e dà un po' più di fiducia. Quindi non mi dispiace affatto correre in equipaggio».

Corri con LP Racing e rappresenti Maserati. Quanto significa per te?

«Sono veramente orgoglioso di correre per un team storico italiano e soprattutto di rappresentare Maserati, una Casa che ha una grande storia nelle competizioni. È una sensazione speciale, anche perché sono il pilota più giovane nella storia di Maserati. È veramente un bel feeling e sono molto contento.

Il Team Principal di LP Racing è tuo padre. È più facile o più difficile confrontarsi con lui?

«Fortunatamente andiamo molto d'accordo e ci capiamo a vicenda. Abbiamo però stili di guida molto diversi, ed è una cosa interessante. Guardo i suoi video e a volte mi chiedo come sia possibile che guidiamo in maniera così diversa. Però ci aiutiamo molto. Anche come Team Principal è molto bravo e professionale. Averlo in cuffia durante la gara mi dà un po' fastidio, ma a parte quello mi diverto molto».

La prima parte della stagione ti ha già dato qualche soddisfazione, soprattutto con il podio di Misano. Come giudichi il tuo percorso?

«Ho imparato molto. All'inizio ho visto chiaramente quanto mi mancasse esperienza, ma piano piano stiamo imparando, sia io che il mio compagno. Il podio di Misano è stato importante e dimostra che stiamo crescendo. Anche lì abbiamo avuto qualche difficoltà, perché abbiamo avuto problemi con l'ABS, ma siamo stati bravi a gestirli e siamo riusciti comunque ad arrivare sul podio».

A Spa, invece, hai vissuto un momento molto più difficile con l'incidente all'Eau Rouge. Cosa è successo dal tuo punto di vista?

«Siamo partiti dalla pitlane perché avevamo avuto un problema al volante, al cavo dello sterzo. Abbiamo perso circa dieci minuti per sistemarlo e anche il giro di formazione. Quando sono uscito dalla pitlane ero circa 18 secondi dietro al gruppo. Stavo guidando molto piano e senza fare cose stupide, anche perché le gomme erano fredde e le pressioni erano molto basse. Arrivando all'Eau Rouge ho sterzato leggermente prima, pensando di poter andare più forte perché ero abituato alla qualifica. Ho toccato un po' troppo il cordolo e ha la macchina ha toccato con il fondo. Da quel momento ero praticamente solo un passeggero».

Quanto conta invece la preparazione mentale in un campionato GT?

«Conta moltissimo, soprattutto perché nel GT ci sono gare sprint ma anche endurance che possono arrivare fino a 24 ore. Devi prepararti mentalmente già nelle settimane precedenti, capire qual è il tuo obiettivo, pensarci e soprattutto imparare a gestire lo stress. Anche la preparazione fisica è fondamentale».

A 17 anni, quanto è difficile conciliare tutto: scuola, sport, allenamenti e gare?

«È difficile, ma piano piano mi sto abituando. La scuola richiede molto impegno e bisogna studiare ed essere bravi, però faccio anche molto sport. Cerco di massimizzare il tempo che ho a disposizione: studio, mi alleno, vado in palestra e uso il simulatore. Cerco di fare queste cose invece di perdere tempo facendo attività che non sono importanti per quello che voglio ottenere».

E fuori dal motorsport quali sono le tue passioni?

«Faccio molto surf, che è abbastanza particolare vivendo a Roma. Non è proprio lo sport più normale da praticare qui. Da piccolo giocavo a calcio, come tanti ragazzi in Italia, e pratico anche tennis».

Quanto è importante riuscire a mantenere anche i rapporti con gli amici?

«È molto importante. Durante i weekend di gara ho invitato molti amici, sia della scuola che al di fuori della scuola, e mi hanno supportato molto in questi anni. Sono davvero contento che siano venuti a vedermi correre».

Hai già un'idea precisa del pilota che vuoi diventare e dei campionati nei quali vorresti correre?

«Il mio obiettivo sarebbe correre in GT3 o in Hypercar come pilota Pro o Factory. Sarebbe molto bello arrivare al GT World Challenge, che considero un livello superiore rispetto al GT2, con macchine diverse e più potenti. Mi piacerebbe correre anche nel FIA WEC insieme agli altri piloti Pro, perché è un campionato mondiale».

La SRO GT Academy potrebbe essere un'opportunità per fare il salto nel GT3. È un obiettivo già per questa stagione?

«Quest'anno i partecipanti alla GT Academy hanno generalmente tra i 23 e i 25 anni e hanno già corso in GT. Io sono al primo anno, quindi non mi preoccupo troppo. Sto vivendo questa stagione soprattutto come un apprendistato, per imparare il più possibile. Mi piacerebbe ottenere una vittoria, ma so che ho ancora tempo e che anche fare un altro anno in GT2 potrebbe essere una buona soluzione».

Infine, guardando al futuro, come ti immagini nei prossimi anni?

«Come una persona completamente diversa. Però vorrei restare sempre nello stesso ambito: continuare a essere un pilota e a vivere il motorsport da protagonista».

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mercoledì 12 agosto 2026 - Ultimo aggiornamento: 06:26 | © RIPRODUZIONE RISERVATA