Luca Pirri, numero uno del team LP Racing

Luca Pirri, numero uno di LP Racing: «Puntiamo al terzo titolo nel GT2 European Series, per mio figlio Nicolò spero di essere uno sprono»

di Michele Montesano
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Tre appuntamenti, tre vittorie nella categoria Masters con Philippe Prette, due pole position in Pro-Am con Thomas Yu Lee e Niccolò Pirri e un bilancio che, nonostante qualche rimpianto, lascia LP Racing nelle condizioni di affrontare con fiducia la seconda metà della stagione del GT2 European Series by Pirelli. Il campionato 2026 ha segnato un ulteriore passo avanti per la serie, diventata più competitiva grazie all'arrivo di nuovi costruttori, e per la squadra di Luca Pirri ha rappresentato un'altra tappa importante nel percorso iniziato insieme a Maserati con la MC20 GT2.

«Siamo molto contenti di essere al terzo anno di questo progetto. Siamo stati i primi supporter e fautori del programma MC20 GT2 e Maserati ci ha dato una macchina straordinaria che ci ha regalato tantissime soddisfazioni» racconta Pirri facendo il punto su una stagione che ha richiesto alla squadra anche una notevole capacità di adattamento. Il GT2 European Series è infatti cresciuto sia in termini di partecipanti che sotto il profilo tecnico, con l'ingresso di nuovi costruttori che ha modificato gli equilibri in pista.

L'aumento della competitività si è fatto sentire soprattutto nelle prime gare, quando il Balance of Performance (BoP) non aveva ancora trovato un equilibrio ottimale tra vetture con caratteristiche molto diverse. «Quest'anno, grazie anche alla nascita della SRO GT Academy, il campionato ha fatto uno step importante sia come partecipanti che come livello tecnico. È arrivato un nuovo costruttore come Ginetta, e probabilmente entrerà anche Ligier, e questo ha comportato una difficoltà nella parte iniziale del campionato, anche perché non è stato fatto un prologo che permettesse agli organizzatori di valutare perfettamente il BoP».

Monza, primo appuntamento della stagione, ha così evidenziato alcuni limiti della Maserati nei confronti delle vetture rivali. Sul tracciato brianzolo il lungo rettilineo e la necessità di disporre di grande potenza hanno favorito soprattutto le Mercedes, mentre la Ginetta ha potuto sfruttare il peso più contenuto. «A Monza abbiamo un po' sofferto, perché è un circuito che si sposa perfettamente con la potenza dei motori Mercedes, mentre la Ginetta, che pesa 1.200 chili, ha beneficiato della sua leggerezza». La situazione è però progressivamente cambiata e già a Misano il quadro è apparso più equilibrato. «Probabilmente si è trovata la quadra sul BoP e finalmente siamo riusciti a tornare a ottenere quell'equilibrio sulle performance».

Proprio in questo scenario Prette ha rappresentato la certezza di LP Racing. Il monegasco ha iniziato il campionato vincendo la categoria Masters a Monza e ha poi replicato a Misano, mantenendo la leadership della classifica dopo il giro di boa. A Monza, inoltre, Prette ha conquistato anche un quinto posto assoluto in Gara 2, mentre a Spa ha aggiunto due secondi posti di categoria. Un rendimento che permette alla squadra di guardare con fiducia verso la seconda parte della stagione.

«Il campionato è iniziato bene perché Prette è riuscito a vincere nella categoria Masters sia a Monza che a Spa e nuovamente anche a Misano. È ancora in testa al campionato dopo il giro di boa e speriamo di poter lottare fino alla fine per il suo terzo titolo nella categoria», sottolinea Pirri. L'obiettivo è chiaro: conquistare per il terzo anno consecutivo la corona di classe Master con il pilota monegasco.

Se Prette ha garantito continuità, la Maserati numero 8 affidata a Niccolò Pirri e Thomas Yu Lee ha invece vissuto una prima metà di stagione decisamente più travagliata. Il potenziale non è mai mancato, come dimostrano le due pole position ottenute a Monza e Misano, ma una serie di inconvenienti tecnici hanno impedito all'equipaggio di trasformare la velocità in risultati.

A Monza un problema a uno sportello ha compromesso la gara quando la Maserati era al comando. A Spa, invece, un violento incidente ha posto fine anzitempo alla gara. «Thomas Yu Lee si è dimostrato fortissimo fin da subito, pur essendo un Bronze, e ha siglato due pole position su tre gare, la prima a Monza e la seconda a Misano. La vettura è stata però colpita da una serie di problemi tecnici» ha spiegato Pirri.

La presenza del figlio Niccolò all'interno della squadra ha rappresentato una delle grandi novità della stagione di LP Racing, ma Luca ha scelto di mantenere una netta separazione tra il ruolo di Team Principal e quello di padre. Nonostante i 17 anni, il giovane pilota ha già dimostrato una maturità che permette a Pirri di lasciargli piena autonomia nella gestione della propria attività sportiva.

«Nicolò per la sua età è estremamente maturo, anche grazie allo sport che ha fatto fin da piccolo, quindi ho piena fiducia in lui. Addirittura è come fosse un compagno. Nei weekend non ci parliamo e non ho nessun tipo di decisione nelle sue scelte tecniche, che lascio fare a lui con il suo ingegnere e con il suo compagno».

Una distanza professionale che non cancella, naturalmente, la soddisfazione di un padre nel vedere il proprio figlio crescere in pista. «Lo guardo con soddisfazione paternale quando guida. Inoltre a Misano, avendolo avuto contro come avversario, abbiamo avuto anche modo di confrontarci in pista, osservare la sua competitività e come è cresciuto e avere una genuina lotta. Spero di essere uno sprono e non un freno perché possa fare sempre meglio».

La stagione di LP Racing ha avuto anche un'altra protagonista, Célia Martin, che a Misano ha condiviso la Maserati con lo stesso Luca Pirri. Un'esperienza particolare, nata quasi per caso perché la francese avrebbe dovuto dividere l’abitacolo con Stephane Ratel poi indisposto fisicamente. Ciò ha permesso al Team Principal di tornare al volante dopo otto mesi di assenza dalle competizioni. «Célia si è dimostrata fortissima fin da subito e non ho percepito la differenza di genere. È stata seria e motivata. Nel mio caso non guidavo da diversi mesi, ma sono riuscito subito a prendere il ritmo».

L'equipaggio ha sfiorato un risultato importante già nella prima gara di Misano. Martin e Pirri hanno tagliato il traguardo al primo posto assoluto dopo una gara combattuta, ma la Maserati è stata successivamente squalificata per essere risultata sottopeso nelle verifiche tecniche. Il problema era legato a un errore nel calcolo della media del peso dei piloti. La vettura disponeva comunque di oltre 20 chili di carburante aggiuntivo rispetto al peso minimo, senza quindi un vantaggio prestazionale, ma il regolamento ha imposto la squalifica. In Gara 2 è arrivato il secondo posto nella categoria Masters.

«Vorrei un attimo riprendermi quello che mi appartiene», ammette Pirri guardando alla possibilità di tornare al volante nella seconda parte della stagione. «Non escludo un ritorno con Célia o con un altro compagno, per andare a fare fastidio anche a Nicolò». Un'eventualità che aggiungerebbe un ulteriore elemento di interesse al finale di campionato e che permetterebbe a Pirri di provare a conquistare quella vittoria assoluta che gli è sfuggita a Misano.

La solidità del progetto LP Racing nasce però anche da un'esperienza costruita in anni di competizioni GT. Prima della collaborazione con Maserati, la squadra ha conquistato titoli con Audi e Lamborghini, ma il rapporto con il Tridente assume per Pirri un significato particolare proprio perché LP Racing ha accompagnato il progetto MC20 GT2 fin dalle sue origini.

«Abbiamo accumulato tanti anni di esperienza con altri costruttori. Abbiamo vinto prima il titolo con Audi e prima ancora con Lamborghini, però correre veramente con un progetto nuovo di cui siamo stati i primi fautori con Maserati ha un sapore unico e speciale». Un percorso destinato inoltre a proseguire, visto che il programma GT2 rappresenta oggi il principale impegno di Maserati nelle competizioni GT.

La seconda parte della stagione porterà ora il campionato a Zandvoort e successivamente a Portimão. LP Racing arriverà a questi due appuntamenti con un primato nella classifica Masters da difendere e una vettura Pro-Am che, una volta risolti i problemi di affidabilità, ha già dimostrato di avere il potenziale per lottare nelle posizioni di vertice.

«Sicuramente vorremmo portare a casa il terzo titolo con Philippe Prette, che per noi è un aspetto imprescindibile. Mi piacerebbe ottenere degli altri podi con la macchina di Nicolò nella Pro-Am. Il campionato è estremamente competitivo, gli altri piloti hanno tanti anni di esperienza, quindi faremo del nostro meglio e saremo felici di raccogliere quello che verrà».

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domenica 16 agosto 2026 - Ultimo aggiornamento: 06:45 | © RIPRODUZIONE RISERVATA