IMSA: Porsche da record nella 12 Ore di Sebring, doppietta assoluta e in GT

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SEBRING - Porsche prosegue imperterrita il suo dominio nell’IMSA SportsCar Championship. Dopo il trionfo della 24 Ore di Daytona, la Casa di Zuffenhausen ha replicato con una prestazione superba anche nella 12 Ore di Sebring. Anzi nella classica maratona della Florida, il marchio tedesco ha firmato una doppietta che ha letteralmente annichilito gli avversari. Inoltre, con questo successo, Porsche è entrata nella storia raggiungendo le 20 venti vittorie complessive ottenute a Sebring.
A conquistare la vittoria assoluta sono stati Felipe Nasr, Julien Andlauer e Laurin Heinrich, protagonisti di un finale non privo di polemiche. L’equipaggio del team Penske Motorsport ha preceduto di appena un secondo e mezzo la vettura gemella condivisa da Kevin Estre, Laurens Vanthoor e Matt Campbell, al termine di una sfida tutta interna che ha acceso il finale di gara. Il dominio Porsche si è costruito progressivamente: dopo una prima fase in cui la Cadillac V-Series.R LMDh di Jack Aitken aveva dettato il ritmo, è stato Heinrich a prendere il comando già nel primo stint, avviando una lunga cavalcata che ha visto le due 963 LMDh stabilmente al comando.

Nonostante alcune neutralizzazioni e diversi contatti nelle prime ore, tra cui l’episodio che ha coinvolto Laurens Vanthoor e la Cadillac di Earl Bamber, la squadra Penske ha mantenuto il controllo della corsa. Anche BMW ha pagato caro un contatto tra Marco Wittmann e la Ferrari 296 GT3 di Brendan Iribe, che ha compromesso la gara di una delle M Hybrid V8 LMDh. Con il passare delle ore, il vantaggio delle Porsche si è consolidato, portando Nasr ed Estre a contendersi la vittoria nelle fasi decisive.
Il momento più controverso è arrivato nell’ultima ora. Secondo Estre, dal muretto sarebbero arrivati ordini di scuderia per congelare le posizioni, ma Nasr ha deciso di non attenersi completamente alle indicazioni. Dopo aver inizialmente ceduto la leadership, il brasiliano è tornato all’attacco riprendendosi la testa della gara con una manovra che poi si è rivelata decisiva. Un episodio che ha lasciato strascichi nel post-gara, alimentando tensioni all’interno del box Porsche Penske.

Alle spalle delle due 963 LMDh, la lotta per il terzo posto è stata decisa anche fuori dalla pista. La Cadillac del team Wayne Taylor Racing, affidata a Felipe Albuquerque, Will Stevens e Ricky Taylor, aveva inizialmente conquistato il podio, ma una violazione tecnica degli angoli di camber della V-Series.R LMDh ha comportato la retrocessione della vettura. Il terzo posto è così passato all’altra Cadillac, quella del team Action Express con Aitken, Earl Bamber e Frederik Vesti.
A Sebring le Acura ARX-06 LMDh hanno faticato rispetto a Daytona, chiudendo quarta e sesta, mentre tra le due vetture giapponesi si è inserita la BMW M Hybrid V8 LMDh di Sheldon van der Linde, Dries Vanthoor e Robin Frijns. Più attardata la Aston Martin Valkyrie LMH, rallentata da problemi al motore in fase di ripartenza da una sosta ai box che le sono costati ben quattordici giri a fine gara.

In LMP2 è arrivata una storica doppietta per lo United Autosports, capace di imporsi al termine di una gara combattuta e ricca di cambi di vertice. A vincere sono stati Phil Fayer, Mikkel Jensen e Hunter McElrea, che hanno preceduto di appena mezzo secondo la vettura gemella guidata da Rasmus Lindh, Daniel Goldburg e Paul di Resta. Proprio quest’ultimo ha perso secondi preziosi nell’ultimo pit stop a causa della sostituzione dell’ala, dettaglio che ha probabilmente deciso l’esito della corsa.
Sul terzo gradino del podio si sono piazzati Tristan Vautier, John Farano e Sebastian Alvarez con Tower Motorsports, mentre la top 5 è stata completata da Era Motorsport e dall’equipaggio CrowdStrike Racing by APR formato da George Kurtz, Alex Quinn e Toby Sowery. Amaro il risultato per PJ Hyett, Dane Cameron e Jonny Edgar, rallentati da una neutralizzazione nel finale che li ha relegati al sesto posto.

Porsche ha festeggiato anche in GTD Pro, dove la 911 GT3 R del team Manthey, condotta da Thomas Preining, Ricardo Feller e Klaus Bachler, ha conquistato una vittoria costruita con intelligenza e precisione. Decisivo il sorpasso finale di Preining su Harry King poco prima di una neutralizzazione causata da un incidente che ha coinvolto la Ford Mustang GT3 di Jenson Altzman.
Alla ripartenza, Preining ha consolidato il vantaggio fino alla bandiera a scacchi. La doppietta Porsche è stata completata dalla vettura AO Racing di King, Nick Tandy e Alessio Picariello, mentre il terzo posto è andato alla Corvette Z06 GT3.R di Tommy Milner, Nicky Catsburg e Nico Varrone. A seguire la vettura gemella di Alex Sims, Antonio Garcia e Marvin Kirchhöfer.

Dopo aver conquistato la vittoria della 24 Ore di Daytona, a Sebring la BMW M4 GT3 del Paul Miller Racing si è dovuta accontentare del quinto posto con Connor De Phillippi, Neil Verhagen e Max Hesse. Al suo debutto assoluto, la Lamborghini Temerario GT3 ha concluso al decimo posto di classe. La vettura del Toro, gestita in pista dal team Pfaff Motorsports, ha tagliato il traguardo con un giro di scarto dal vincitore senza accusare particolari inconvenienti nell’arco della gara.
La classe GTD ha regalato lo spettacolo più imprevedibile dell’intera gara. A imporsi è stata la Ferrari 296 GT3 di AF Corse con Antonio Fuoco, Lilou Wadoux e Simon Mann, protagonisti di una rimonta straordinaria nonostante tre penalità che sembravano aver compromesso ogni ambizione di successo. Fuoco, in particolare, è stato al centro di diversi episodi, tra cui un contatto con Ben Barker e un altro con Miguel Molina, entrambi costati penalità in termini di tempo.

Quando tutto sembrava perduto, una Full Course Yellow nelle fasi finali ha riaperto i giochi. Alla ripartenza, la Ferrari è tornata in lotta per la vittoria e, proprio nell’ultimo giro, un errore dell’alfiere Aston Martin Tom Gamble ha spalancato le porte a Fuoco, che ha sfruttato l’occasione con freddezza per conquistare la vittoria di classe nella 12 Ore di Sebring.
Alle spalle della Ferrari hanno chiuso proprio Gamble, Eduardo Barrichello e Zacharie Robichon con la Aston Martin Vantage GT3 del team Heart of Racing, mentre il terzo posto è andato alla Porsche del Wright Motorsport del terzetto composto da Adam Adelson, Callum Ilott e Tom Sargeant.
La 12 Ore di Sebring ha consegnato il secondo verdetto della stagione 2026 dell’IMSA con Porsche che si è confermata la vettura da battere. Se la serie Endurance Cup si prende ora una pausa, il campionato nordamericano riaccenderà i motori il prossimo 18 aprile per il GP di Long Beach.
IMSA – 12 Ore di Sebring: Risultati Gara




