La Acura di Renger van der Zande e Nick Yelloly che ha vinto a Long Beach nell'IMSA

IMSA: Acura vince a Long Beach e spezza il dominio Porsche, Lexus conquista la GTD

di Michele Montesano
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LONG BEACH - Non solo la prima del FIA WEC a Imola, l’Endurance in questo fine settimana si divide tra le due sponde dell’Atlantico. Se in Italia è il rosso Ferrari a dominare sui saliscendi del circuito romagnolo, a Long Beach è stata l’Acura a prendersi la scena dell’IMSA SportsCar Championship. Sulle strade del cittadino californiano, e nella prima tappa della serie Sprint, a dettare legge è stata la coppia del Meyer Shank Racing Renger van der Zande e Nick Yelloly.

A partire dalla pole position è stato proprio Yelloly, autore di uno spunto iniziale solido che gli ha consentito di mantenere il comando nelle prime fasi. Tuttavia, la natura insidiosa del tracciato di Long Beach ha presto rimescolato le carte. Il pilota britannico si è trovato rallentato da una vettura GTD doppiata, lasciando spazio al ritorno della Cadillac guidata da Jack Aitken, abile a sfruttare l’occasione per portarsi in testa e tentare un primo allungo.

Il momento chiave della corsa è arrivato nella fase centrale, quando una delle numerose neutralizzazioni ha completamente azzerato i distacchi. In quel frangente, il Meyer Shank Racing ha dimostrato grande lucidità strategica, scegliendo il momento perfetto per effettuare il pit-stop. La decisione si è rivelata determinante: una volta completata la sosta e con van der Zande al volante, l’Acura si è ritrovata nuovamente al comando, con alle spalle la Cadillac affidata a Frederik Vesti, subentrato ad Aitken.

Da quel momento in poi, la gara si è trasformata in un lungo duello tra le due vetture di testa, continuamente interrotto da ingressi della safety car. Incidenti, contatti ed errori hanno scandito il ritmo della corsa, impedendo ai protagonisti di costruire un margine significativo. Tra gli episodi più rilevanti spicca il contatto che ha coinvolto la BMW di Philipp Eng e la Porsche di Laurin Heinrich, concluso con l’impatto contro le barriere del pilota austriaco, oltre all’errore di Ricky Taylor, finito contro le protezioni quando mancavano circa 30 minuti alla conclusione.

Nel finale la tensione è salita ulteriormente quando, a meno di dieci minuti dalla bandiera a scacchi, un nuovo incidente ha provocato l’ennesima neutralizzazione. Il contatto tra la Lamborghini Temerario GT3 di Andrea Caldarelli e la Ford Mustang GT3 di Corey Lewis ha disseminato detriti lungo il tracciato, costringendo la direzione gara a un ultimo intervento della safety car e preparando il terreno per una vera e propria gara sprint.

Alla ripartenza finale, van der Zande ha dimostrato sangue freddo resistendo agli attacchi della Cadillac e mantenendo la leadership fino al traguardo con un margine finale di poco superiore agli otto decimi di secondo. Alle spalle dell’Acura vincitrice hanno chiuso Aitken e Vesti, mentre Kévin Estre e Laurens Vanthoor hanno portato la migliore delle Porsche al terzo posto, limitando i danni in una gara resa più complicata anche da un Balance of Performance meno favorevole. Subito dietro l’altra 963 LMDh di Felipe Nasr e Julien Andlauer, che hanno conservato la leadership del campionato.

La top 5 assoluta è stata completata dalla BMW di Dries Vanthoor e Sheldon van der Linde, mentre più indietro si sono messi in evidenza Tijmen van der Helm ed Heinrich con la Porsche del JDC Miller Motorsports. Da sottolineare anche la notevole rimonta dell’altra Acura del Meyer Shank Racing. Partiti dal fondo della classe GTP, per non aver preso parte alle qualifiche, Tom Blomqvist e Colin Braun sono riusciti a risalire fino alla settima posizione, precedendo la Cadillac di Jordan Taylor e Louis Deletraz e l’Aston Martin Valkyrie di Roman de Angelis e Ross Gunn.

In classe GTD si è registrata la prima vittoria stagionale del team Vasser Sullivan Racing con la Lexus RC F GT3 affidata ad Aaron Telitz e Benjamin Pedersen, quest’ultimo al suo primo successo nella serie IMSA. La gara, inizialmente, aveva visto il dominio del poleman Robert Wickens sulla Corvette Z06 GT3 del team DXDT Racing, capace di controllare il gruppo nella prima metà di corsa.

Con il passare dei minuti, però, gli equilibri sono cambiati. Telitz, subentrato a Pedersen, ha progressivamente aumentato il ritmo fino a prendere il comando e costruire un vantaggio solido sugli inseguitori. Una volta ceduta la leadership, Mason Filippi non è riuscito a mantenere lo stesso passo di Wickens, scivolando a centro del gruppo e lasciando strada agli avversari più competitivi. Al traguardo, la Lexus ha preceduto con circa cinque secondi di margine la BMW M4 GT3 del Turner Motorsport divisa da Patrick Gallagher e Robby Foley.

A completare il podio di classe è stata la Ferrari 296 GT3 del Conquest Racing, con Albert Costa e Manny Franco, seguita dall’altra Ferrari schierata da Inception Racing, di Brendon Iribe e Frederik Schandorff, e dalla Lexus di Frankie Montecalvo e Jack Hawksworth, protagonisti di una rimonta notevole dalla diciassettesima posizione in griglia. Più amaro, invece, il finale per la Lamborghini del team Pfaff, penalizzata nelle fasi conclusive e privata di un possibile piazzamento tra i primi cinque.

Il campionato IMSA SportsCar Championship tornerà in azione il prossimo 3 maggio sul tracciato del Raceway Laguna Seca, dove le gerarchie viste sul cittadino di Long Beach saranno nuovamente messe alla prova in un contesto tecnico completamente diverso.

IMSA SportsCar Championship – Long Beach: Risultati Gara

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domenica 19 aprile 2026 - Ultimo aggiornamento: 11:35 | © RIPRODUZIONE RISERVATA