Agostini: «Bezzecchi in grande forma ma la stagione “inizia” a Jerez a casa di Marquez. Su moto di oggi troppa elettronica»
«Marquez riprende da casa sua. Bezzechi è in forma splendida ed ha una bella moto. Marc dall'incidente che ha avuto a fine stagione dell'anno scorso è stato fermo e quest'inverno l'abbiamo visto tutti che ha provato poco o niente, quindi, quindi è partito lo ha fatto un po' in ritardo rispetto agli altri. Lui non si sente ancora in forma al 100%. Poi adesso c'è stato un fermo, un riposo forzato purtroppo, ma penso che si sia preparato, perché naturalmente la prima gara in Europa sarà a casa sua, a Jerez, quindi a casa di Marquez e senz'altro si presenterà agguerrito, sperando che tutti i suoi malanni siano apposto e se lo saranno vedremo un bello spettacolo». Si epsrime così Giacomo Agostini, vincitore di 15 titoli mondiali e riconosciuto come il miglior pilota motociclistico di tutti i tempi, in un'intervista all'Adnkronos, da Madrid dove lunedì si celebraranno i Laureus World Sports Awards 2026 di cui è ambassador, parlando della sfida per il Mondiale di MotoGp.
«Marquez potrebbe smettere a fine stagione? Dipende, sarebbe un peccato per il motomondiale, perchè è stato uno che ha sempre dato spettacolo ed ha entusiasmato il pubblico. Se lui starà bene e sarà in forma ancora, io credo che continuerà. Però lui ha sempre detto che se deve lottare per il quinto o sesto posto, non è abituato, e quindi potrebbe anche smettere. Dipende dalla stagione, dipende dal suo fisico, dipende dalle sue condizioni fisiche, soprattutto. Se resterà in Ducati? Non lo so, ma vedremo in quel caso una bella lotta», ha aggiunto Agostini. «Marquez vuole battere tutti i record? I record sono fatti per essere battuti. Sarei anch'io così. E' normale questo, ma vediamo come si trova quest'anno. Io credo che il campionato vero incominci domenica a Jerez, quindi da lì capiremo dove sono tutti. A Jerez spero di vedere Marquez sul podio. Chi tifo? Io tifo sempre il pilota, quello che mi fa divertire, quindi può essere Marc, Bezzecchi, Martin, Bagnaia. Speriamo vinca il migliore, Marquez in Spagna è l'uomo da battere ma l'Aprilia con Bezzecchi e Martin sta facendo benissimo. L'Aprilia ha fatto un grande passo avanti ed ha due grandi piloti», ha aggiunto l'ex campione.
«L'Aprilia quest'anno sembra aver costruito una moto che va benissimo? Per il momento ha fatto una moto fantastica, i piloti sono bravi però oggi la moto conta molto perché c'è molta elettronica, c'è molto aiuto della moto da parte della tecnologia che hanno un po' stravolto tutto. Io preferirei la moto con meno elettronica e dare valore più al pilota. Una volta si diceva: «Hai il polso», cioè la moto la guidi, ma adesso il polso non c'è più. Quello che facevi tu, lo fa l'elettronica. Quando si impenna la moto io andavo avanti e la tenevo bassa. Cioè era un lavoro che facevamo noi. Adesso schiacci il bottone, ma anche l'elettronica a volte fa brutti scherzi. Infatti ne dipendi troppo. Io invece vorrei che se c'è l'errore sia del pilota, è lì che trovi la bravura del pilota. È come quando spingevamo le moto, dovevi essere bravo a farla partire.
Io credo che con il nuovo cambiamento che ci sarà l'anno prossimo spero ci sia un cambiamento. Trovo poi una cosa non giusta: il pilota deve risparmiare per arrivare in fondo, altrimenti la gomma non ti porta alla fine. Ma noi facciamo gare di velocità, non di regolarità. Quindi io voglio che tu dia il 100%, non che tu risparmi, perché allora facciamo gare di regolarità. Il pubblico vuol vedere il pilota che dà il 100%, il pilota che fa cose che gli altri non riescono a fare. Noi vogliamo, Marquez, Messi, Maradona, Tomba, Sinner. Vogliamo l'idolo, vogliamo quello che fa cose che non riescono a fare gli altri. Noi ci innamoriamo di quello. Dobbiamo far innamorare il pubblico del personaggio». Queste le parola di Giacomo Agostini, vincitore di 15 titoli mondiali e riconosciuto come il più grande pilota motociclistico di tutti i tempi, in un’intervista all’Adnkronos da Madrid, dove lunedì si celebreranno i Laureus World Sports Awards 2026, di cui è ambassador, parlando della sfida per il Mondiale di MotoGp che riprende in Europa con il Gp di Jerez.
Tante le polemiche anche F1. «Con il nuovo regolamento è possibile che tu rischi la vita per avere 10 secondi in più e poi la safety car te li porta via? Non lo trovo giusto. Non hai più il piacere di essere tu a dire: «ho vinto io». No, ha vinto l'ingegnere che ti ha preparato la macchina, ha vinto la macchina più del pilota. Quindi ecco perché noi non ci innamoriamo più del talento», ha sottolineato l'ex campione. «Un Sinner nelle moto dopo Marquez chi potrebbe essere? Non lo so. Bisogna aspettare un attimo. Aspettiamo adesso quest'anno. Mi auguro che il prossimo anno avrà più valore il pilota, perché mi sembra troppo in questo momento avere 22 piloti in un secondo. Sono tutti grandi talenti. In quale sport ci sono 22 piloti nella stessa squadra. Io ho un'idea, magari sbaglio, però sono curioso di capire, di avere una conferma. Io devo capire l'anno prossimo com'è. Quale casa si presenterà con il miglior progetto, il miglior pilota, le gomme cambiano, c'è la Pirelli, non più la Michelin. Quindi, quindi sarà un anno di sorprese».
A marzo 2026 c'è stato un evento storico che ha riunito sette campioni, tra cui Giacomo Agostini, Valentino Rossi, Dani Pedrosa, Jorge Lorenzo, Casey Stoner, Kevin Schwantz e Freddie Spencer, la cena del 'MotoGP Hall of Fame'. "È stata simpatica, molto divertente. Ci siamo riuniti tutti, ognuno ha raccontato il proprio periodo, la propria storia. È stato molto carino. Quando sei in pista o in gara c'è la rivalità e quasi non ti guardi, invece lì eravamo tutti tranquilli, è stata una bella idea. Non si possono mettere in pista tanti campioni di epoche diverse, sarebbe un sogno, ma si possono mettere a tavola ovviamente, liberi di raccontare», ha scherzato Agostini.




