Geronimo La Russa (Presidente ACI)

Geronimo La Russa (ACI): «Investire sui giovani significa garantire il futuro del nostro sport»

di Michele Montesano
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In occasione dell’evento ACI Campioni dell’Automobilismo Sportivo 2025, la cerimonia che ha celebrato nella Città Eterna i protagonisti italiani delle quattro ruote distintisi a livello nazionale e internazionale nel corso della stagione sportiva appena conclusa, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare il Presidente dell’Automobile Club d'Italia l’avvocato Geronimo La Russa. A margine della premiazione, un momento simbolico che ha racchiuso il valore sportivo e umano del motorsport tricolore, il Presidente ha voluto delineare le priorità del suo mandato, tra investimenti sui giovani talenti, centralità dell’Italia nelle grandi competizioni internazionali, innovazione, sostenibilità e visione strategica per il futuro dell’ACI.

Presidente, cosa vuol dire essere a Roma per celebrare i Campioni dell’Automobilismo Sportivo 2025?

«Senza dubbio c’è una grande soddisfazione per essere qui e celebrare una stagione 2025 che, per chi segue il motorsport, è stata particolarmente significativa. Penso al debutto molto positivo di Andrea Kimi Antonelli in Formula 1, al titolo di Leonardo Fornaroli in Formula 2 e al suo ruolo di terzo pilota McLaren, alla conferma di grandi eventi internazionali sul nostro territorio come il Mondiale Rally e alla centralità di Monza in Formula 1. Senza dimenticare le centinaia di manifestazioni motoristiche di ogni livello che si svolgono in Italia e il riconoscimento della FIA che ci indica come punto di riferimento mondiale per il karting, settore fondamentale perché significa investire sui giovani».

Quali saranno le sue priorità per il mandato?

«Nei primi 100 giorni voglio proiettare un ente che ha appena celebrato 120 anni di storia verso il futuro, nel solco di chi ci ha preceduto. La creazione del PRA nel 1927 è stata una scelta lungimirante: ha garantito certezza ai cittadini su un bene primario come l’auto e ha assicurato risorse fondamentali per sostenere l’attività sportiva. Oggi dobbiamo continuare a innovare, anche sul piano degli investimenti e della gestione dei dati, che rappresentano una ricchezza straordinaria per sostenere lo sviluppo dell’ente e del motorsport italiano».

La stagione di Formula 1 è alle porte. Si augura di più una Ferrari vincente o il successo di un pilota italiano come Antonelli?

«Se posso esprimere un desiderio, mi auguro una battaglia per il titolo tra due Ferrari e la Mercedes di Antonelli. Sarebbe il massimo. Ho visto una Ferrari convincente nei test, con soluzioni tecniche interessanti, frutto del genio italiano. I nuovi regolamenti rimescolano le carte e si riparte da zero: confido che l’Italia possa essere protagonista. Non dimentichiamo, inoltre, che abbiamo anche la Racing Bulls con sede a Faenza. Siamo il secondo Paese al mondo per numero di scuderie di Formula 1 dopo il Regno Unito. Questo testimonia quanto il motorsport sia parte integrante della nostra identità industriale e sportiva».

Lei ha parlato molto di giovani. Come intende sostenere concretamente i talenti emergenti?

«Già oggi facciamo molto, ma dobbiamo fare ancora di più. La Federazione deve essere come un “padre” per questi ragazzi. Non solo con contributi economici, ma anche indirizzandoli e offrendo supporto tecnico. Proprio recentemente abbiamo discusso su quale percorso consigliare a un giovane talento nei rally e su come sostenerlo nel modo più efficace».

Avete altro in serbo?

«Ho 45 anni e mi sento vicino a questi ragazzi che hanno tra i 16 e i 22 anni. Ricordo bene la passione e la voglia di correre. Non avevo il loro talento, ma capisco cosa significa inseguire un sogno. Tra le priorità c’è anche la ricostituzione delle commissioni sportive, fondamentali per definire regolamenti adeguati e accompagnare al meglio ogni disciplina. A volte basta una virgola in un regolamento per cambiare tutto: serve competenza, entusiasmo e professionalità».

Si parla di un possibile arrivo del Mondiale Rally a Roma. Che prospettive vede?

«Portare il Mondiale Rally a Roma sarebbe una grande opportunità per il sistema Italia, per le aziende e per il pubblico, vista la maggiore accessibilità della Capitale. Ma non dimentichiamo quanto la Sardegna ha dato al motorsport. Se il Mondiale dovesse andare a Roma, l’Europeo potrebbe approdare in Sardegna».

Mentre di un probabile approdo del W2RC in Sardegna?

«Credo fortemente nel potenziale della Sardegna per il Campionato del Mondo Rally Raid. È senza dubbio uno dei luoghi migliori al mondo per questo tipo di competizioni, sia per caratteristiche naturali che per fascino. Sarebbe un progetto ambizioso e prestigioso per tutto il Paese».

A suo avviso, motorsport e sostenibilità possono convivere senza snaturare lo spettacolo?

«Devono convivere. Lo spettacolo è una componente essenziale dello sport moderno, ma la sostenibilità è una sfida imprescindibile. Stiamo dialogando con aziende del settore energetico per valutare l’utilizzo dei biocarburanti nelle competizioni. Possono garantire maggiore sostenibilità ambientale e anche economica, perché in alcuni casi hanno costi inferiori rispetto ai carburanti tradizionali».

In tale contesto, che ruolo può svolgere l’ACI?

«La Federazione può svolgere un ruolo di osservatore autorevole e indipendente, con l’obiettivo di guidare il motorsport verso un futuro sostenibile senza perdere la sua anima. È una sfida che dobbiamo affrontare con visione e responsabilità».

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mercoledì 25 febbraio 2026 - Ultimo aggiornamento: 11:55 | © RIPRODUZIONE RISERVATA