Cannes, anche la vela protagonista. Il Ceo Girotti: «Con Nautor Swan puntiamo a rilanciare il mercato»
Era il mese di settembre del 2023 quando, al Salone di Genova, il patron di Sanlorenzo Massimo Perotti svelò di essere interessato anche alla vela. Tre mesi dopo venne avviato l’iter per avviare formalmente la trattativa per acquisire Nautor Swan da Leonardo Ferragamo; il primo agosto 2024 la firma del contratto vincolante, al costo di circa 81 milioni di euro; a settembre di un anno fa, proprio in occasione dello Yachting Festival di Cannes, Perotti svelò di essere l’armatore del primo Swan Alloy 44. Fu l’inizio di un percorso intrapreso con coraggio, muovendosi su un terreno – forse sarebbe meglio dire in un mare… – difficile. Il mercato della vela è infatti nettamente inferiore rispetto a quello delle barche a motore e non ci sono certezze sul futuro del comparto. C’è però la volontà dell’intera cantieristica di “farsi conoscere”, come dimostrato dalla presentazione a Cannes di 120 nuove barche a vela oltre i dieci metri, divise equamente o quasi tra monoscafi e catamarani.

Quasi una barca su cinque nell’area vela ha rappresentato, allo Yachting Festival, un’anteprima mondiale, con i francesi “padroni di casa” gran protagonisti. Ma la scena è stata conquistata da Nautor Swan, storico marchio finlandese oggi in mani italiane, che ha presentato in anteprima mondiale la magnifica ammiraglia Swan 80 e ha svelato i disegni dello Swan 73, atteso per il 2027. A capo dell’operazione Gianguido Girotti, neo amministratore delegato della sezione vela del gruppo Sanlorenzo, un manager di grande esperienza, secondo il quale “il rapporto tra vela e motore è attualmente 15% contro 85%, ma ci sono la volontà, le condizioni e gli strumenti per modificare la situazione”.
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Ma andiamo con ordine. E cominciamo col dire che la presentazione del nuovo Swan 80 ha rappresentato l’evento clou del comparto vela dello Yachting Festival di Cannes: è una barca di 24 metri, in vetroresina con rinforzi in fibra di carbonio, della linea Maxi Swan, nata sulla falsariga dei progetti Swan 88, 108 e 128. L’architettura navale porta la prestigiosa firma di Germán Frers, il design degli esterni è di Lucio Micheletti (attento a dividere nettamente le aree conviviali da quelle legate alla navigazione), gli interni di Misa Poggi.
In linea con la tendenza impostasi di recente, ovvero con la ricerca di spazi ampi, comodi e “vivibili”, il pozzetto ha due tavoli e sedute ampie ed è protetto da sprayhood, bimini e tendalino; l’area ospiti è separata dalle zone di manovra e non ospita winch né manovre correnti. La tuga flush deck, la finitura in teak e le due ruote del timone caratterizzano un layout flessibile, capace di trasformarsi da configurazione da crociera confortevole a spazio completamente sgombro per la regata. Non manca uno specchio di poppa abbattibile, che in rada si trasforma in una piattaforma balneare con accesso al mare e al garage del tender.

Sottocoperta sono impiegati legni rifiniti a mano, tessuti, metallo lucido e dettagli in pelle, con inserti in fibra di carbonio. I posti letto sono 8, con la suite armatoriale a prua, mentre a poppa sono disponibili da 3 a 5 posti per l’equipaggio.
Anche il futuro 73, lo Swan che riporterà il cantiere nel segmento dei 20/25 metri dopo oltre vent’anni, è disegnato da Germán Frers, con interni in questo caso di Blend Studio. Secondo le anticipazioni emerse a Cannes, presenterà volumi e dotazioni riferibili a barche di dimensioni maggiori, ma sarà possibile governare la barca con sole due persone di equipaggio.
“La nostra ambizione – ha detto il CEO Girotti - è definire una strategia di prodotto e di marca solida, facendo in modo che Swan resti la prima scelta per gli armatori più esigenti. Continueremo a investire in innovazione preservando il DNA che rende distintivo ogni Swan. L’innovazione non riguarda soltanto la tecnologia: riguarda anche le idee, la ricerca di nuovi modi di vivere il mare. Il nostro obiettivo è una crescita sostenibile e di lungo periodo. L’evoluzione della gamma sarà graduale e punta ad ampliare l’offerta senza modificare i principi costruttivi del cantiere.”

Ma ci sono le condizioni per modificare il rapporto tra vela e motore, ovvero per incrementare l’attuale percentuale del 15% assegnata alla vela? Secondo Girotti “uno degli argomenti convincenti è la richiesta di riduzione della produzione di CO2. Ci sarà un macro trend, ma ora è prematuro parlarne. Intanto puntiamo sull’innovazione, che è una delle armi in nostro possesso per avvicinare i diportisti alla vela, in quanto porta anche semplificazione e sicurezza. Oggi governare una barca a vela è più facile e a bordo c’è più spazio vivibile.”
Finora il comfort è stato un dei limiti storici delle imbarcazioni a vela. Ma secondo Girotti la situazione è in evoluzione. “Sappiamo bene – dice il manager a capo di Nautor Swan - che chi è abituato ai motoryacht cerca livelli elevati di comfort che storicamente la vela non ha offerto in passato. Lo yacht a motore è un’estensione sull’acqua di ciò che si ha sulla terraferma, una sorta di villa galleggiante capace di portarti da un posto all’altro per fare il bagno, mangiare, dormire, frequentare i locali a terra… la barca a vela richiede attività diverse e la navigazione è parte fondamentale dell’esperienza, con un coinvolgimento più attivo di chi sta a bordo. È un modo di amare il mare diverso, ma non per questo non c’è un potenziale di crescita del mercato. E noi siamo impegnati, con Nautor Swan, ad avvicinare una nuova fascia di armatori con grandi disponibilità, mettendoli nelle condizioni di apprezzare il valore della navigazione a vela”.
Buon vento, allora.




