Mazda rivede strategia globale per i veicoli elettrici e punta sugli Ev made in Cina. Rinvia al 2029 modello prodotto in Giappone

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Mazda rivede la sua strategia globale per i veicoli elettrici (Ev), puntando a privilegiare i modelli prodotti in Cina, e decide di posticipare al 2029 il lancio del suo primo Ev sviluppato internamente su piattaforma dedicata. La decisione, racconta il giornale Nikkei in un articolo online, è la conseguenza del rallentamento dell'adozione dei motori elettrici nei mercati chiave - Stati Uniti ed Europa - dove i governi stanno attenuando le politiche di transizione ecologica.
Inizialmente previsto per il 2027, sia per la produzione in Giappone che per la commercializzazione, il nuovo veicolo a zero emissioni viene ora rimandato di due anni: una mossa dettata da un contesto geopolitico ed economico in rapida evoluzione, con l'amministrazione Trump che ha eliminato i crediti d'imposta per l'acquisto di EV e allentato le norme sui consumi dei veicoli a benzina, mentre l'Unione Europea ha deciso di abbandonare il divieto de facto alla vendita di motori a combustione interna dal 2035.
Secondo le stime di GlobalData, nel 2035 gli EV rappresenteranno il 35% delle nuove immatricolazioni negli Stati Uniti, il 14% in meno rispetto alle stime del 2024. In Europa, il calo è ancora più marcato: la quota prevista scende all'80%, con una contrazione di 18 punti. Di fronte a questa incertezza, Mazda continuerà a offrire sia veicoli sviluppati in proprio, sia modelli realizzati con il partner cinese Changan Automobile, nell'impianto di Nanjing, adattando la produzione a dinamiche locali.
Da qui partiranno le esportazioni di veicoli elettrici destinati a Europa, Asia-Pacifico e Medio Oriente. Il vantaggio competitivo - spiega il Nikkei - arriva dai costi, con l'utilizzo di batterie al litio ferro fosfato, prodotte localmente in Cina, più economiche rispetto alle alternative al nichel-cobalto. In questo modo, malgrado l'introduzione dell'Ue di dazi aggiuntivi sui veicoli elettrici cinesi, il prezzo finale rimarrà competitivo, non compromettendo i margini.
Secondo i dati dell'Associazione europea dei costruttori (Acea), nonostante i cambiamenti normativi l'Europa rimane infatti un mercato in crescita per gli elettrici, con le vendite in crescita del 27% nei primi undici mesi del 2025, trainate dai modelli dai costi 'accessibili', intorno a una fascia di prezzo di 30.000 euro. In tale contesto, dicono gli analisti, in un mercato dell'elettrico sempre più frammentato e sensibile ai costi, una maggiore flessibilità industriale e la leva cinese, consentiranno a diverse case auto di difendere la competitività nei segmenti chiave della domanda globale.




