il progetto SerraH2Valle

Idrogeno, Milano Serravalle accelera: nasce la prima rete italiana di stazioni con il progetto SerraH2Valle

di Michele Montesano
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MILANO - L’idrogeno prova a ritagliarsi uno spazio nella mobilità italiana e lo fa attraverso un progetto che punta a creare la prima rete nazionale di stazioni di rifornimento dedicate sia alle auto che al trasporto pesante. Stiamo parlando di SerraH2Valle, il piano sviluppato da Milano Serravalle - Milano Tangenziali per realizzare cinque impianti tra Lombardia e Piemonte lungo i principali corridoi europei TEN-T. L’obiettivo è quello di sostenere la diffusione della mobilità a celle a combustibile e contribuire alla decarbonizzazione del trasporto su gomma.

La nuova stazione di Rho, sulla A50 Tangenziale Ovest in direzione sud, rappresenta uno dei punti chiave del progetto. L’impianto entrerà ufficialmente in funzione entro giugno 2026 e si inserisce in una rete composta anche da due stazioni a Carugate, sulla Tangenziale Est, e due a Tortona lungo la A7 Milano-Genova. L’intero investimento vale circa 55 milioni di euro ed è sostenuto da fondi del PNRR e dell’Unione Europea attraverso il programma CEF Transport Alternative Fuels Infrastructure Facility.

La struttura di Rho racconta bene quanto l’idrogeno sia una tecnologia molto diversa rispetto alla tradizionale ricarica elettrica. L’idrogeno arriva attraverso camion bombola e viene stoccato ad altissima pressione, con sistemi che lavorano sia a 700 bar per le autovetture che a 350 bar per i mezzi pesanti. Per consentire il rifornimento in sicurezza il gas viene raffreddato fino a circa -40°C grazie a sofisticati gruppi di refrigerazione, mentre tutto il circuito è monitorato costantemente attraverso sensori, controlli software e termocamere. La normativa italiana, inoltre, non consente il self service: ogni stazione sarà quindi presidiata, 24 ore su 24, da personale specializzato e formato specificamente per la gestione degli impianti.

Dal punto di vista operativo, ogni stazione avrà una capacità nominale di circa una tonnellata di idrogeno al giorno, un valore sufficiente non soltanto per le vetture private ma anche per supportare la logistica dei mezzi pesanti. Proprio il trasporto commerciale è uno degli ambiti su cui il settore punta maggiormente. Hyundai, ad esempio, ha già introdotto in Europa decine di camion a celle a combustibile Xcient Fuel Cell tra Svizzera, Germania, Francia, Paesi Bassi e Austria, utilizzandoli come banco di prova per lo sviluppo della tecnologia.

La prova della nuova Hyundai Nexo ha mostrato uno dei principali punti di forza dell’idrogeno: la rapidità del rifornimento. Bastano circa cinque minuti per completare un pieno di 6,7 kg di idrogeno, sufficiente secondo la casa coreana per percorrere fino a 826 km. È una caratteristica che continua ad alimentare l’interesse attorno alle fuel cell, perché consente di mantenere abitudini molto vicine a quelle delle auto tradizionali pur utilizzando un sistema elettrico. L’idrogeno, infatti, non alimenta direttamente il motore ma viene utilizzato nelle celle a combustibile per generare energia elettrica attraverso la reazione con l’ossigeno, producendo come unica emissione vapore acqueo.

Resta però aperto il tema della sostenibilità della produzione dell’idrogeno stesso. Oggi gran parte dell’idrogeno disponibile è ancora “grigio”, ottenuto dal metano senza cattura della CO₂, mentre l’obiettivo europeo guarda soprattutto all’idrogeno verde prodotto da fonti rinnovabili. Anche i costi rimangono elevati: attualmente in Italia il prezzo oscilla tra i 15 e i 20 euro al chilo, con un pieno completo che può superare i 100 euro. Numeri che spiegano perché il mercato sia ancora agli inizi.

Secondo i dati riportati da Milano Serravalle, nel 2025 in Europa erano presenti oltre 250 stazioni di rifornimento a idrogeno, con più di 200 in fase di programmazione, mentre il numero di veicoli fuel cell in circolazione aveva raggiunto circa 6.000 unità. Germania e Francia guidano la diffusione della tecnologia, mentre l’Italia resta ancora in una fase embrionale, con poche decine di auto circolanti e soltanto alcune stazioni operative.

Proprio per questo SerraH2Valle viene considerato un progetto strategico non solo per la Lombardia ma per l’intera rete europea dei trasporti. La posizione delle stazioni lungo i corridoi TEN-T punta infatti a creare una continuità infrastrutturale che permetta ai mezzi alimentati a idrogeno di attraversare il Nord Italia collegando il Mediterraneo al resto d’Europa. In quest’ottica il progetto si lega anche alla visione di FNM S.p.A., già impegnata nello sviluppo dell’H2iseO Hydrogen Valley in Val Camonica per il trasporto pubblico locale alimentato a idrogeno.

Le prospettive restano inevitabilmente legate all’evoluzione della tecnologia e dei costi. Le proiezioni di H2IT indicano che entro il 2050 sulle strade italiane potrebbero circolare oltre 8,5 milioni di vetture a idrogeno, insieme a più di 20.000 autobus e circa 50.000 camion fuel cell. Per arrivare a questi numeri serviranno però infrastrutture diffuse, produzione sostenibile di idrogeno e una forte riduzione dei costi industriali. La nuova stazione di Rho e l’intero progetto SerraH2Valle rappresentano quindi soprattutto un primo passo verso la costruzione di una rete che, almeno nelle intenzioni, punta a rendere l’idrogeno una reale alternativa per la mobilità del futuro.

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lunedì 11 maggio 2026 - Ultimo aggiornamento: 12:01 | © RIPRODUZIONE RISERVATA