Denso punta Rohm

Denso vuole Rohm, oltre 7 miliardi di euro per diventare il numero uno giapponese dei semiconduttori

di Nicola Desiderio
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Denso ha lanciato un’offerta per l’acquisizione di Rohm, gruppo dominante nel settore dei semiconduttori, con l’obiettivo di diventare il leader assoluto in questo settore e rafforzare sia la propria posizione di fornitore per l’industria automotive sia del gruppo Toyota dal quale è controllata.

Lo riporta il quotidiano finanziario Nikkei il quale rivela che l’offerta è al vaglio dal mese scorso e qualora fosse rifiutata, Denso è pronta ad una scalata ostile di Rohm della quale possiede già un 5% dallo scorso luglio. Stante l’attuale valore di capitalizzazione di Rohm pari a 1.100 miliardi di yen, l’offerta per il restante 95% potrebbe essere di 1.300 miliardi pari a 7,1 miliardi di euro. 

La società di semicondutttori, fondata nel 1958 a Kyoto, ha ammesso l'esistenza dell'offerta, senza precisare se riguarda una cessione. Intanto ha chiuso l'ultimo bilancio a marzo 2025 con una perdita, per la prima volta dopo 12 anni, di 50 miliardi di yen (274 milioni di euro) rispetto ai 53,9 (295 milioni di euro) di attivo fatti registrare lo scorso anno anche se si prevede un ritorno al nero già da quest’anno con 10 miliardi di yen di attivo (55 milioni di euro).

L’acquisizione darebbe un forte rimescolamento al settore dei semiconduttori dominato per anni dall’industria giapponese e messo in difficoltà prima da quella sudcoreana e taiwanese e poi da quella cinese. La Rohm inoltre ha rapporti consolidati con Toshiba: nel 2023 ne ha supportato il delisting con 300 miliardi di yen (oltre 1,6 miliardi di euro) e insieme gestiscono un programma supportato dal governo con 129,4 miliardi di yen (700 milioni di euro).

Tuttavia i rapporti tra Rohm e Toshiba sono entrati in crisi improvvisamente nell’agosto dello scorso anno quando quest’ultima ha annunciato un accordo con la cinese SICC per fabbricare insieme inverter al carburo di silicio, sempre più importanti per le auto ibride ed elettriche, uno sgarbo che non sarebbe stato digerito dalla Rohm neppure con l’annullamento dell’accordo avvenuto in ottobre.

Denso ha invece rapporti consolidati con la Fuji Electric e potrebbe sfruttare questa duplice debolezza di Rohm (disaccordo con Toshiba e rosso in bilancio) per conquistarla con la benedizione del governo giapponese che vede nel consolidamento dei suoi attori industriali un modo per riacquisire competitività. Alla luce di questa indicazione strategica, un’integrazione tra questi tre attori potrebbe essere ben accolta sia dalla politica sia dalla finanza.

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sabato 7 marzo 2026 - Ultimo aggiornamento: 12:49 | © RIPRODUZIONE RISERVATA