Roberto Vavassori, presidente dell'Anfia

Anfia, segnali timidi dalla Commissione Europea. Vavassori: «Proposta incompleta con tanti dettagli da chiarire»

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«E' un passo nella direzione auspicata, ma lento, timido, non decisivo e ancora con tanti dettagli da chiarire. Non c'è il senso di urgenza che avremmo voluto». Così Roberto Vavassori, presidente dell'Anfia, commenta la revisione del regolamento sulle emissioni di auto da parte della Commissione Europea. «La prima delusione è che si tratta di una proposta incompleta, a oggi non abbiamo ancora il testo legislativo ma solo commenti, comunicati. Poi ci sono tanti passaggi nei quali la Commissione chiede di essere nominata responsabile di atti delegati, quindi non dovrebbe più passare per il trilogo, Parlamento e Consiglio, e questo non è auspicabile», osserva Vavassori. «E' un vero peccato che dopo tanto lavoro fatto da aziende e associazioni ci si trovi con un testo monco e senza la necessaria chiarezza. Temiamo che la mancanza di chiarezza non sia un caso, ma una necessità dovuta al fatto che la Commissione non ha raggiunto ancora piena condivisione al suo interno. Quindi deve restare alta l'attenzione dell'Europarlamento e dei governi che credono che il settore sa un asset fondamentale per l'Europa. E' indispensabile non perdere altro tempo».

Vavassori giudica molto positivo il fatto che venga portato dal 100% al 90% l'obiettivo di riduzione delle emissioni delle case automobilistiche, «ma questo viene subito contraddetto da condizionalità con alcuni calcolo un po' strampalati sui carburanti alternativi, di origine non fossile». E' anche «da chiarire come si definirà il contenuto di acciaio verde sulla componentistica che verrà utilizzata dai veicoli», mentre «per le flotte si aspetta al 2030 quindi si perde tantissimo tempo». «Tante cose sono poco chiare - spiega il presidente dell'Anfia - manca ancora la consapevolezza dello stato di crisi del settore, stretto tra la montante onda asiatica a cui non ci sono freni e l'amministrazione americana che, come le sirene con Ulisse, cerca di portarci con le nostre produzioni negli Usa. Noi siamo in mezzo. Questo provvedimento avrebbe potuto essere meglio confezionato per irrobustire la nostra posizione».

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giovedì 18 dicembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 09:49 | © RIPRODUZIONE RISERVATA