Norris, primo macht ball mondiale in Qatar: Verstappen e Piastri tentano l'impresa
Dalle luci di Las Vegas a quelle del Golfo, la Formula 1 passa da un deserto all’altro. A Losail Norris ha il primo match-ball, ma non è una passeggiata come sembrava prima della squalifica americana. La bellezza di 18 punti lasciati sul tavolo in Nevada avrebbero fatto proprio comodo al giovane britannico nella battaglia finale. Le 24 lunghezze di margine rimaste sul famelico Verstappen, infatti, sono un gruzzoletto interessante, ma che non lascia certo dormire a Lando sonni tranquilli. Se le parti fossero invertite sarebbe molto diverso: fra i due c’è una differenza di carisma spropositata. Super Max, ormai da qualche tempo, appare un pilota bionico: velocissimo e, soprattutto, infallibile. Più di qualche espertissimo si è sbilanciato nel definirlo «il driver più forte di tutti tempi».
Numeri alla mano, può sicuramente diventare il campionissimo più vincente di ogni epoca. Attualmente solo Schumacher e Hamilton hanno la bacheca più ricca della sua, ma all’età dell’olandese se lo sognavano un bottino del genere. Insomma, fino a prova contraria, l’orange non sbaglia, se capita l’occasione, come è accaduto domenica scorsa, si prende tutto il cucuzzaro. Lando, anche se alla guida non ha nulla da invidiare ad alcuno, non può vantare di essere altrettanto gelido e nel momento topico risulta incline all’errore. Quindi il rischio dell’“effetto braccino” nessuno si sente di escluderlo.
A favore del britannico c’è il fatto che quella di Doha è una pista “vera” dove non ci sono le numerose incognite dei moderni tracciati cittadini, velocissimi e pieni di trabocchetti. L’improvviso “porpoising” sulle papaya nel Far West americano è lì a testimoniarlo. In Qatar può emergere la monoposto più equilibrata e, nel corso della stagione, la McLaren ha dimostrato di avere una marcia in più. Altri fattori giocano a favore di Norris a cui basterebbe marcare Max per mettere le mani sul titolo. Anche se il campione del mondo vincesse i due rimanenti gran premi e la gara Sprint di domani, non basterebbe se Lando gli arrivasse alle spalle.
Se fosse in Red Bull, inoltre, potrebbe contare sul supporto del compagno di squadra, mentre Piastri ha già detto che farà la sua gara con il consenso del capo Andrea Stella. Insomma, tutti risvolti nei quali il fenomeno è abilissimo ad infilarsi. Se Norris sale sul gradino più alto del podio domenica, il Mondiale è suo e questo cercherà di fare per non allungare ancora il duello privandosi della possibilità di recupero. Fra i due, oltre ad Oscar, sono pronti ad infilarsi le Ferrari e le Mercedes che ormai solo sulla carta lottano per la piazza d’onore nel Mondiale Costruttori. Il doppio podio di Las Vegas ha messo le ali alle Frecce d’Argento che hanno un buon margine.
L’unica chance che rimane a Maranello è tentare di vincere una gara, ma le speranze sono quasi nulle. Vasseur, da team principal, non può deporre le armi, ma ieri anche l’ostinato Charles parlava del 2026... In quest’ottica proseguono la grandi manovre anche in altri team. All’Aston Martin hanno cambiato Ceo, Andy Cowell ha passato il testimone ad Adrian Newey, ma questo non sembra proprio il ruolo del genio aerodinamico. O è una soluzione temporanea (arriverà Horner?) o molte delle incombenze del caposquadra dovranno essere svolte da Mike Krack senza avere la carica.

