Kimi Antonelli telento unico: vince il GP d'Italia a Monza partendo 19° e facendo 26 sorpassi: nessuno come lui
Il trionfo. L’apoteosi. Un’impresa irreale. Non poteva che farla Kimi Antonelli, un italiano fuoriclasse che, come Sinner, è ormai ai vertici di uno sport globale dando lustro a tutto il made in Italy. La freccia tricolore è senza dubbio il pilota del momento, quello che in pista gioca con gli avversari come fa il gatto col topo. In più, il fenomeno bolognese ha dalla sua parte l’età: nessun driver nella storia dell’automobilismo ha mai fatto quello che ha realizzato lui a soli vent’anni.
Ieri, è difficile da credere, ha dominato il Gran Premio d’Italia nel tempio della velocità di Monza, l’arena che tutti sognano di conquistare. Uno dei più antichi circuiti del mondo che fa scatenare i motori dal 1922 ed ospita il Mondiale di F1 sin dall’inizio, nel 1950. Che Kimi quest’anno potesse vincere sul prestigioso tracciato lombardo non era certo una sorpresa. Aveva trionfato già in sei gare e guida una Stella splendente in questa stagione che ha cambiato ciclo tecnico.
Prima di planare nel Parco, però, Toto Wolff annunciava che il ragazzo doveva rinunciare all’impresa davanti al pubblico di casa per pensare al Mondiale. Gli avrebbero montato un motore tutto nuovo e sarebbe partito dal fondo dello schieramento. Il bambino prodigio non si è perso d’animo e ha conservato il sorriso. L’obiettivo diventava arrivare a punti. La speranza era di entrare nella top five. Il sogno proibito salire sul podio. Tutti, forse tranne lui, rifiutavano di pensare che potesse sorpassare il campione del mondo in carica Norris, le Ferrari di Charles e Lewis, la Red Bull di Verstappen che scattavano così avanti.
Soprattutto era difficile credere che potesse riacciuffare e scavalcare Russell che, con una Mercedes identica alla sua, si avviava dalla prima fila. Invece, l’orgoglio della Motor Valley ha fatto il miracolo, mandando in delirio gli oltre 400 mila spettatori assiepati nel weekend sulla tribune e che, in gran parte, erano bardati di rosso per tifare come al solito Ferrari. Come non inchinarsi davanti a tanto talento. Come non osannare un giovanotto italico da poco maggiorenne che è già diventato il driver di casa nostra più vincente di tutti i tempi. Kimi ha riscritto la storia.
Erano sessant’anni che un italiano non vinceva più il GP di casa nostra, l’ultima volta c’era riuscito Ludovico Scarfiotti nel 1966 al volante della Ferrari. E per ritrovare un nostro driver che uscisse dal Parco con la leadership del Mondiale, per di più rafforzata, bisogna risalire ai tempi di Ascari, 73 anni fa. Alberto, a fine stagione, conquistò la corona iridata che non è mai più approdata nel Belpaese. Antonelli ha anche vinto il settimo GP dell’anno anche in questo caso eguagliando “Ciccio”.
Le rimonte entusiasmanti in F1 non sono una rarità, ma Monza non aveva mai visto uno spettacolo del genere: Peter Gethin nel 1971 riuscì a passare per primo sotto la bandiera a scacchi partendo undicesimo in griglia. Il bolognese ieri scattava dalla diciannovesima casella, un record assoluto. Ha effettuato 26 sorpassi ed al diciottesimo giro sui 53 in programma aveva già infilato George prendendo la testa. Ma la gara è stata appassionante fino all’ultimo per le diverse strategie adottate dai piloti.
La partenza è stata arrembante, Gasly riusciva ad imboccare in testa la prima chicane, ma non impiegava molto il britannico della Mercedes a portarsi in testa. Alla staccata in fondo al rettilineo di partenza qualcosa era accaduto ingarbugliando il pomeriggio di Maranello poi concluso con una profonda delusione. Lewis affiancava Charles all’interno, Leclerc rispondeva accompagnando Hamilton nella ghiaia e facendogli perdere diverse posizioni.
Il contatto non è finito sotto la lente dei commissari perché alla conclusione del terzo giro il monegasco ha fatto un altro errore che ha costretto il direttore di corsa ad interrompere la giostra con la bandiera rossa. In Parabolica, per rispondere ad un attacco di Piastri, finiva largo, accelerava sulla griglia dell’acqua alla fine della pista perdendo la SF-26 che andava a picchiare sulla barriere con una decelerazione di 50 G. Un botto da paura dal quale Charles è uscito illeso.
La seconda partenza dava una piccola mano a Kimi che probabilmente non ne aveva bisogno. Russell ripartiva con le bianche per andare fino in fondo, Antonelli doveva montare le gialle per smarcare la mescola. Con una virtual safety car, Verstappen e Kimi cambiavano i pneumatici per non rischiare e l’italiano era protagonista di un finale entusiasmante con sorpasso annunciato e giro più veloce della gara all’ultima tornata. Dietro alla due Mercedes in solitaria abbastanza vicini hanno chiuso Verstappen, Norris, Piastri ed Hamilton che perde la seconda posizione nella generale ora di Russell staccato di 66 punti dal capofila Kimi.

