Nuvolari, debutto italiano per la supercar ibrida plug-in Audi. Mantova e Monza accolgono il mito

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Nuvolari è un nome che in Italia evoca ricordi indelebili legati al mondo automobilistico sportivo: il leggendario Tazio, pilota mantovano capace di far segnare numeri da record tra gli anni ‘30 e ‘50, viene ancora riconosciuto come un mito assoluto delle corse. Perciò è naturale che la presentazione della nuova sportiva di Audi, la Nuvolari appunto, sia avvenuta nella città natale del pilota italiano e in concomitanza con il Gran Premio d'Italia a Monza, pista dove Tazio vinse nel 1938 a bordo della Auto Union Type D. Quello che Audi ha voluto creare è stato un percorso, che partisse dalle origini storiche del nome a Mantova, dove è presente anche un museo dedicato al leggendario pilota.

Monza è poi un luogo chiave per evidenziare il legame con la velocità e le prestazioni in pista, a partire dalla vittoria di Nuvolari nel 1938 a bordo della Auto Union per arrivare fino alla partecipazione alla F1 nel 2026, dove Audi è debuttante. Infine, a Milano il focus è stata l’esperienza, per raccontare attraverso il FuoriConcorso cosa rappresenta Audi Nuvolari per il marchio. Il ritorno della casa di Ingolstadt nel segmento delle sportive, dopo l’uscita di scena della R8, era atteso da tempo e non poteva certamente essere banale. La Nuvolari è un’auto rivoluzionaria dal punto di vista del design, scolpito e monolitico, ma anche della tecnologia e delle prestazioni, con una potenza totale di ben 1.001 Cv grazie a un 4.0 V8 biturbo termico abbinato a tre motori elettrici e a un sistema ibrido plug-in ad alte performance.

Frutto di un processo di sviluppo che ha richiesto appena 405 giorni dalla prima idea al prototipo marciante, racchiude la nuova filosofia di design di Massimo Frascella, Chief Creative Officer di Audi. Si tratta di un modello nato per emozionare, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi, oltre 350 km/h di velocità massima e un peso contenuto in circa 1.700 kg. La Nuvolari evidenzia anche la cura per il dettaglio, con il ritorno del logo dei Quattro Anelli in rilievo e in alluminio davanti e dietro, l’uso della fibra di carbonio per contenere il peso e un interno moderno, tecnologico ma comunque raffinato, che abbina pelle e microfibra dinamica. La scelta di produrla in soli 499 esemplari evidenzia ancora di più la volontà di creare un mezzo esclusivo, che sia la sintesi del meglio che Audi può offrire.

A Milano, insieme alla Nuvolari sono state esposte tre vetture che ne sottolineano il legame con il mondo delle corse e delle prestazioni estreme. La prima è l’Auto Union Lucca, capace di far segnare il recordi di velocità di 326,975 km/h nel 1935 grazie al suo V16 sovralimentato da 343 Cv. La seconda è la Type D vincente a Monza con Nuvolari, con motore 3.0 V12 da 485 Cv in posizione posteriore-centrale e soluzioni tecniche raffinate come le sospensioni indipendenti. Infine, l’Audi R26, la vettura che segna il debutto in F1 in un’epoca dove la tecnologia ibrida è alla base dello sport e la ricerca in termini di aerodinamica, materiali ed efficienza viene trasferita sulle auto stradali.





