Skoda Octavia, sempre tanta sostanza: con il restyling ancora più sicura e connessa

di Nicola Desiderio
PORTO – La Skoda Octavia di terza generazione si rinnova a metà del suo ciclo di vita con alcune modifiche estetiche, più sicurezza e più connettività e rilancia così le proprie azione che l’hanno portata a totalizzare dal 1996 oltre 5 milioni di unità, 436mila solo lo scorso anno facendone ancora una volta il modello più venduto della casa della Repubblica Ceca.
 
 


Quattro occhi e la solita praticità. La Octavia si riconosce subito dal frontale che presenta i nuovi fari sdoppiati, con le parti interne attaccate alla calandra. Nuova anche la firma luminosa a Led, tecnologia utilizzata anche per i proiettori e le luci posteriori. Ritoccati anche i paraurti e le prese d’aria mentre sostanzialmente identica a prima è la lunghezza di 4,67 metri, sia per la berlina 5 porte sia per la station wagon, variante con la quale la compatta di Mlada Boleslav è la più venduta in assoluto. All’interno cambiano la strumentazione, i materiali e anche l’illuminazione, ora del tipo ambiente e cambiano anche plancia e vani portaoggetti in funzione delle nuove tecnologie adottate. Ora infatti gli schermi dei 4 sistemi infotelematici disponibili vanno da 6,5 a 9,2 pollici, hanno Android Auto, Carplay e MirrorLink, servizi quali la chiamata d’emergenza, la possibilità di controllare alcune funzioni della vettura in remoto e anche l’assistenza per la manutenzione. Ci sono anche il wi-fi, la memoria flash da 64 GB e altro ancora. Abbondano anche i sistemi di ricarica tanto che davanti c’è la piastra a induzione e per i sedili posteriori ci sono 2 prese USB e anche una a 220 Volt. Diversi anche i portabicchieri il cui fondo ora consente di aprire una bottiglietta con una sola mano.

Quei piccoli tocchi di intelligenza. Rimangono poi tutte quelle attenzioni alle quali oramai le Skoda hanno abituato come la linguetta sul lato del parabrezza per i documenti, il vano portaoggetti refrigerato, il raschietto portaghiaccio dentro lo sportellino per il carburante e tanti piccoli accorgimenti per l’enorme vano di carico: per la berlina si fa va 590 a 1.580 litri, per la station wagon si passa a 610-1.740 litri con l’aggiunta del portellone elettrico e della soglia a filo con il piano di carico. Fanno sempre comodo i numerosi ganci presenti, il tappetino reversibile con un lato in gomma, la pila a Led che si ricarica ed è dotata di base magnetica così da poter essere attaccata alla carrozzeria e infine il profilo in plastica con attacchi in velcro per creare in 2 secondi una ripartizione in grado di frenare oggetti che potrebbero muoversi. La berlina ha la cappelliera rigida con la rete sottostante, la station wagon ha un funzionale telo copribagaglio a soffietto facilmente asportabile e riponibile all’interno del bagagliaio stesso. Per tutte, lo schienale ha la botola passante ed è abbattibile 60/40 con levette ricavando un piano continuo.

La sicurezza non basta mai. Ancora più ricca la dotazione di sicurezza. Ora ci sono anche la frenata autonoma che rileva la presenza dei pedoni fino a 60 km/h, l’allerta per l’angolo cieco e il traffico trasversale in retromarcia, l’assistenza per le manovre con il rimorchio e il sistema che frena la vettura quando rileva oggetti nella zona posteriore. Erano già presenti i 7 airbag, l’assistenza per il mantenimento della corsia, il cruise control adattivo, la commutazione automatica dei fari, i sensori di pressione per gli pneumatici, l’allerta per la stanchezza del guidatore, l’ESP anticollissione multipla e il crew assist, che prepara tutti i sistemi di ritenuta qualora fosse rilevata una situzione di pericolo. Tecnicamente, ora si possono avere per la versione più potente anche gli ammortizzatori a smorzamento controllato in abbinamento al retrotreno a 4 bracci mentre con gli altri motori c’è l’assale interconnesso. Ci sono 5 modalità di guida (una delle quali personalizzabile).

Ricomincia da tre (cilindri). L’unico motore a benzina disponibile in Italia è il 3 cilindri mille da 115 cv, sia con cambio manuale sia automatico DSG a 7 rapporti che si può avere anche la 1.4 G-Tec a metano da 110 cv (99 g/km di CO2), il diesel 1.6 da 115 cv (ma c’è anche da 90 cv) e il 2 litri diesel da 150 cv con trazione 4x4 mentre per la 4x2 ha un rapporto in meno. In ogni caso apprezzabile il fatto che per il motore più potente si possa scegliere indifferentemente tra sistemi di trazione e tipi di trasmissione. La scelta logica per molti sarà il diesel 1.6 seguito dal motore a gas naturale, ma anche il piccolo mille è una soluzione da prendere in seria considerazione, non solo perché costa almeno 2.500 euro in meno, ma soprattutto perché è docile, silenzioso e tutt’altro che arrendevole e con l’automatico esprime al meglio tutte le sue doti ripagando con consumi davvero contenuti. La maggior leggerezza poi rende la guida della Octavia più agile e gradevole esaltando il comfort generale della compatta ceca, soprattutto per quanto riguarda la capacità di assorbimento delle sospensioni e confermando la sua vocazione: un’auto ideale per la famiglia, che non promette emozioni, ma tanta sostanza e non teme confronti per spazio interno e ora anche per sicurezza e connettività, con una qualità costruttiva che, senza fronzoli, è ormai alla pari dei migliori costruttori e ha poco da invidiare anche alle sorelle nobili del gruppo Volkswagen.

Debutto a Ginevra, e non è finita… La Skoda Octavia rinnovata comincerà le consegne a marzo, ma il listino è già pronto: ci sono 5 allestimenti (Active, Ambition, Design Edition, Executive e Style) più la Business dedicata alle flotte con prezzi a partire da 20.100 euro che salgono a 21.150 per la Wagon. La presentazione ufficiale avverrà in occasione dell’imminente Salone di Ginevra e presto la gamma ospiterà anche le rinnovate versioni Scout a carrozzeria rialzata e la sportiva RS che si potrà avere con il 2 litri a benzina avrà 245 cv o a gasolio con una potenza che potrebbe crescere anche in questo caso dagli attuali 184 cv.

 
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Sabato 18 Febbraio 2017, 15:29
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