Evoque, per la baby Range un lifting leggero ma tante novità sotto al cofano

di Nicola Desiderio
TRIESTE – Nel 2011 ha cambiato il destino di Land Rover e ogni anno ha aumentato le vendite arrivando al restyling di metà vita ancora con vento in poppa, come riesce solo a poche automobili. È la Range Rover Evoque che ha trovato in Italia il quarto mercato nel mondo accogliendo finora 31mila del mezzo milione di unità prodotte a ritmo serrato presso lo stabilimento di Halewood dove robot e uomini lavorano su 3 turni, 24 ore su 24, per accontentare tutti quelli che la vogliono. Eppure la Evoque fu una grossa scommessa, non solo perché non era mai esistita una Range Rover così piccola, ma anche per il suo stile, decisamente di rottura con la tradizione del marchio.

Al contrario, stavolta gli stilisti britannici hanno cambiato il meno possibile, per rinfrescare la loro bambina d’oro, lavorando sui particolari. Dunque paraurti diversi, cofano identico per le versioni a 3 e 5 porte, griglie e prese d’aria differenti con luci diurne che fanno anche da indicatori di direzione e fari con diversa firma luminosa e che, per la prima volta su una vettura del gruppo Jaguar Land Rover, adottano proiettori full led adattativi. Ci sono anche due nuove tinte, la possibilità di avere il tetto a contrasto e 3 nuovi tipi di cerchi, da 17 fino a 20 pollici. Quel che basta a rendere ancora più contemporaneo il carattere deciso e sofisticato della Evoque senza intaccarne la personalità.


Stesso trattamento anche per l’abitacolo. Cambiano i sedili, ora provvisti anche di massaggio, e i pannelli porta, la strumentazione è stata ridisegnata e arriva il sistema Touch InControl con schermo da 8 pollici che consente lo swipe, come gli smartphone, e la visione contemporanea dei dati di bordo per il guidatore e di un film per il passeggero. Per chi pretende il massimo, si può avere anche il sistema di intrattenimento con due schermi posteriori e cuffie wireless oltre a sistemi audio Meridian fino a 17 altoparlanti. A ulteriore corredo ci sono anche il wi-fi, la radio digitale e la possibilità di controllare a distanza dati di bordo e alcune funzioni. Per facilitare le operazioni di carico arriva il portellone motorizzato che si apre e si chiude con il movimento del piede.


Migliorata anche la dotazione di sicurezza che, alla lettura dei segnali e al controllo dell’angolo cieco, aggiunge il sistema di mantenimento della corsia anche attraverso interventi sullo sterzo, la frenata autonoma che evita gli incidenti fino a 50 km/h o ne mitiga le conseguenze fino a 80 km/h e infine l’All Terrain Progress Control che migliora la mobilità fino a 30 km/h sui terreni più scivolosi dove una Land Rover deve necessariamente fare meglio di qualsiasi altra. Nuovi anche i motori con l’arrivo del diesel 2 litri tutto in alluminio della famiglia Ingenium da 180 cv o da 150 cv che offre consumi inferiori fino al 18% con un dato dichiarato di 4,3 litri/100 km pari a 109 g/km.


Si allungano anche gli intervalli di assistenza da 25mila a 30mila km, con un risparmio stimato in 3 anni di 5mila euro, e ad aiutare l’efficienza ci sono il cambio automatico a 9 rapporti – di serie sull’unità a benzina da 240 cv che raggiunge 217 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi – e il sistema di trazione integrale Active Driveline, che disaccoppia le ruote posteriori così da ridurre gli attriti e le ricollega solo quando serve 3 decimi di secondo. Cinque gli allestimenti (Pure, SE, HSE, HSE Dynamic, Auotobiography) con un listino che parte da 37.600 euro e prevede ben 15 pack di personalizzazione, ma non è finita qui. A breve infatti farà spazio alla versione Convertible, una particolarità che renderà la Evoque ancora più esclusiva senza esentarla minimamente dai suoi obblighi di famiglia ovvero essere imbattibile in fuoristrada, anche con il tetto aperto. Questa sì che è tradizione!
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Martedì 29 Dicembre 2015, 18:37
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