Ford cambia idea, niente investimento in Messico: amplierà una fabbrica in Michigan

NEW YORK - Ford cambia rotta sugli investimenti del 2017: punterà sugli Stati Uniti e non più sul Messico, in linea con la nuova presidenza Trump. Come si legge in una nota, il colosso di Detroit ha deciso di cancellare i piani per lo sviluppo di una fabbrica a San Luis Potosi, in Messico, cosa che sarebbe costata 1,6 miliardi di dollari. I fondi saranno invece destinati all’ampliamento di uno stabilimento in Michigan: alla fabbrica Flat Rock Assembly saranno destinati 700 milioni di dollari, per creare il Manufacturing Innovation Center, un nuovo centro di innovazione manifatturiera, e aggiungere in questo modo 700 posti di lavoro. Nella fabbrica sarà realizzata una nuova auto elettrica di piccole dimensioni e una vettura completamente autonoma, che si affiancheranno alle Mustang e Lincoln Continental già in produzione.

Nella nota la società ha presentato sette delle 13 vetture elettriche che prevede di mettere sul mercato nei prossimi cinque anni, compresa una versione ibrida della F-150 e del van Transit Custom per l’Europa. Ford ha cancellato i suoi piani per lo sviluppo di una fabbrica in Messico e Donald Trump se ne vanta ma il Ceo Mark Fields è chiaro: «Noi facciamo quello che è meglio per Ford». Il presidente eletto ha fatto capire su Twitter che la decisione del gruppo auto di investire in Usa è legata alle sue «politiche»; il miliardario di New York ha minacciato di imporre tariffe sulle vetture prodotte nella nazione dell’America centrale e importate in Usa, come dimostrato da un altro “cinguettio” mirato a General Motors e come suggerito dalla nomina di un amante del protezionismo a rappresentante per il commercio (Robert Lighthizer). Durante la campagna elettorale, Trump aveva criticato Ford per volere trasferire dal 2018 la produzione della sua Focus da una fabbrica del Michigan a un’altra in Messico, mossa che non dovrebbe risultare nella perdita di posti di lavoro.

«Ogni anno guardiamo alla nostra capacità e alle stime per la domanda ed è diventato molto chiaro che non avevamo bisogno di questa fabbrica e che possiamo usarne una esistente in Messico», ha dichiarato Mark Fields, amministratore delegato di Ford, ai microfoni di Cnbc. Il Ceo si è detto incoraggiato dalle politiche «pro crescita» di Trump e dunque la decisione annunciata oggi di non investire più in un nuovo impianto in Messico è un voto di fiducia per la nuova amministrazione, che teoricamente dovrebbe tagliare le tasse e optare per una deregulation a favore del settore manifatturiero americano. Fields si è detto «un sostenitore convinto che le giuste politiche prevarrano» e tra di loro non ci sono - secondo lui - le tariffe pensate per penalizzare le aziende che spostano all’estero la produzione al fine di sfruttare una manodopera a basso costo.
 
 
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Martedì 3 Gennaio 2017, 20:12
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